La manifestazione
Tra i fermati anche i due ricoverati dopo le botte in piazza Gramsci
Rissa a colpi di bastone Tre arresti e un denunciato
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Una delle ambulanze del Soccorso Pubblico intervenuta in piazza Gramsci sabato sera2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Dal pronto soccorso alla camera di sicurezza in attesa del processo. Medicati per le botte prese nel parapiglia scoppiato sabato sera in piazza Gramsci, nei confronti del 31enne di origine belga e del 18enne marocchino, i carabinieri hanno proceduto al fermo per rissa aggravata. Il provvedimento è scattato sabato notte. Oltre ai due, soccorsi dalle ambulanze, i militari hanno fermato con la stessa accusa anche un italiano poco più che ventenne e denunciato un minore alla Procura del tribunale per i minorenni di Firenze. I quattro risiedono tra Montecatini, Pescia e Monsummano. Stamani i tre maggiorenni compariranno in tribunale per la convalida dell'arresto e la celebrazione del processo per direttissima. Le indagini, svolte dai carabinieri della stazione guidati dal luogotenente, Biagio D'Errico e coordinate dal comandante della Compagnia, capitano Enrico Vellucci, hanno circoscritto ai quattro le responsabilità della rissa che poco dopo le 19,30 di sabato ha trasformato piazza Gramsci in un ring senza regole del tutti contro tutti. Alla fine almeno una trentina di giovani si sono dati battaglia prima in piazza, poi nel kebab al cui interno hanno danneggiato gli arredi come in una scazzottata da saloon e persino sui binari della stazione Centro. Nel corso dei fermi è stato anche sequestrato un mattarello usato dai contendenti per picchiare gli avversari. Da quello che è stato possibile ricostruire sentendo i quattro non c'è un vero movente. C'è, come avviene in questi casi di violenza in superficie pronta a emergere, un effetto scatenante fatto di sguardi non graditi o di battute infelici. Basta una parola per giustificare l'avvio di un pestaggio con un'appendice sgradevole, quella di aver circondato un'ambulanza del Soccorso Pubblico e aver tentato di picchiare il marocchino steso sulla barella. Gli arrestati si incolpano con reciproca determinazione sulle cause della rissa che si è consumata in un angolo della città a ridosso del centro con le sue vetrine scintillanti che sa, ma non vede, quello che succede a poche decine di metri dove resiste e si consolida una zona d'ombra animata da spacciatori, violenza e risse a cielo aperto.
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