Il Tirreno

Montecatini

Non passa la mozione avanzata dal Pdl. Sì invece alla rinegoziazione del mutuo con la Bnl

Stop ai privati nelle Terme

Giovanna La Porta
Moreno Mencarelli (Riformisti Amo Montecatini) e, a sinistra, i banchi della maggioranza in consiglio comunale
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Moreno Mencarelli (Riformisti Amo Montecatini) e, a sinistra, i banchi della maggioranza in consiglio comunale

Alleanza anomala Pd-Riformisti contro la proposta

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 MONTECATINI.Il dibattito sulle terme e sulla rinegoziazione del prestito Bnl mette in luce nuove alleanze trasversali in consiglio comunale. La proposta presentata dal Pdl di emendare la delibera sugli indirizzi da emanare al sindaco per autorizzare le Terme a ratificare la ricontrattazione del mutuo del 30 dicembre 2008, dopo aver registrato il parere favorevole del vicesindaco Fanucci, è stata stoppata dal Pd.  Franco Pazzaglini ha illustrato una controproposta alla quale ha aderito Moreno Mencarelli (Riformisti - Amo Montecatini), dopo che Sensi e soci avevano ribadito la posizione espressa in una conferenza stampa sabato scorso. E cioè: adoperarsi fin da subito per aprire trattative esplorative «con soggetti nazionali e internazionali di indiscussa fama e prestigio che potrebbero essere interessati a forme di partnerschip per la gestione, la compartecipazione al capitale sociale o entrambe». Lo scopo è trovare risorse adeguate e appropriate alla società «per promuovere il progetto Fuksas relativo allo stabilimento Leopoldine in tutti i network di richiamo, e le risorse per completare il progetto sia per lo stabilimento La Salute che per le altre soluzioni individuate dall'architetto».  Ma l'idea di tornare a una privatizzazione non è piaciuta a Mencarelli. Che per primo si è alzato a criticare il suggerimento: «Dobbiamo, casomai, adoperarci perché sia lo Stato ad aiutarci in un momento di grave calamità per il territorio. Ho ancora le ferite aperte per l'esperienza della privatizzazione. Non illudiamoci che venga uno straniero a portare i soldi lasciando poi che la città abbia voce in capitolo».  Un assist colto al volo da Pazzaglini, intervenuto per proporre una linea più soft e più vaga: «Studiare tutte le possibilità di assetto societario». La seconda proposta, alla fine, è passata a maggioranza con i voti favorevoli del centrosinistra, di Mencarelli e l'astensione del primo cittadino.  Nella riunione dei capigruppo, allargata agli assessori e ai consiglieri comunali interessati, il Pd non ha ceduto, nonostante Fanucci abbia spinto per inserire nella delibera il testo prodotto da Sensi e dai suoi colleghi di partito. Il Pdl ha accettato di apportare un paio di correzioni al documento originale, ma non ha convinto la maggioranza. Anche il governo regionale sembra non sia favorevole all'ingresso di investitori privati (il nome che gira con insistenza è quello del gruppo Marcegaglia). La Regione è stata elogiata dalla minoranza per l'impegno portato finora avanti a favore delle Terme. Sulla delibera vera e propria, il Pdl si è astenuto per «senso si responsabilità».  Giudizi negativi sul contenuto della rinegoziazione sono arrivati da Andrea Gabbani, Eugenio Pancioli, Moreno Mencarelli. In pratica, è stata definita un «cappio al collo messo da Bnl».  Per il sindaco Giuseppe Bellandi e il suo vice resta «la migliore delle soluzioni possibili». Pietro Rosellini (Pd) sostiene: «Non è la panacea dei debiti delle Terme, ma dà tempo all'amministrazione per la stesura del Prat (Piano di recupero dell'area termale) sugli immobili non strategici (con conseguente variante del Prg e del piano strutturale), condizione necessaria per una vendita degli immobili termali. Ciò eviterà speculazioni indebite. A dir la verità, la destinazione doveva già essere stata decisa».

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