Il Tirreno

Montecatini

Intanto pessimi segnali sulla realizzazione dell’opera, restituiti al Comune i soldi stanziati per le barriere

Rumore: la protesta arriva a Roma

Luca Signorini
A destra la manifestazione allestita nei mesi scorsi contro la Società Autostrade per chiedere i pannelli Sotto il sindaco Rinaldo Vanni
◗
A destra la manifestazione allestita nei mesi scorsi contro la Società Autostrade per chiedere i pannelli Sotto il sindaco Rinaldo Vanni

Verso il sit in alla sede di Autostrade Spa per i pannelli fonoassorbenti in A11

3 MINUTI DI LETTURA





 MONSUMMANO. «Noi non molleremo perché la questione ha veramente dell'increscioso». E spunta un'idea di mobilitazione: il Comune, se la partecipazione dei cittadini sarà ampia, è pronto ad accollarsi la spesa di una trasferta in pullman con l'obiettivo di manifestare davanti i cancelli di Autostrade Spa, in via Bergamini a Roma.  Dopo l'affollata assemblea pubblica del maggio 2010, lunedì sera un nuovo incontro ha riunito diversi rappresentanti istituzionali e gli abitanti di Monsummano, quelli con le case affacciate sull'A11, quelli che subiscono il rumore. Da 8 mesi a questa parte, alcune cose sono cambiate, e in peggio: Autostrade, che nel 2007 aveva firmato una convenzione settennale con il comune per l'installazione degli infissi antirumore (con tanto di progetto e due rate da 25mila euro l'una già incassate), ha fatto dietrofront restituendo all'amministrazione i 50mila euro e, cosa di pochi giorni fa, ha fatto recapitare "un confuso fax", come chiosa l'avvocato del Comune Enrico Panicucci, dove metteva in primo piano l'ampliamento della terza corsia nel tratto tra Firenze e Pistoia e si impegnava nel redigere il progetto esecutivo per le barriere entro giugno di quest'anno. E qui stanno i nodi cruciali.  Primo: la faraonica opera della terza corsia (da 293 milioni di euro), oltre che essere un intervento futuribile, è un ulteriore passo indietro visto che, come ha spiegato il presidente della Provincia Federica Fratoni, nell'incontro avuto con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli era venuta fuori l'idea di ampliare la carreggiata autostradale fino alla località Vasone, nel comune di Buggiano, dove dovrebbe sorgere un nuovo casello in grado di far defluire il traffico pesante ora concentrato su Montecatini. Secondo: l'impegno di Autostrade Spa, entro giugno, di delineare un progetto definitivo per l'installazione delle barriere fonoassorbenti è, secondo Panicucci, "una presa in giro", dato che un progetto, definitivo e esecutivo, era già compreso nella convenzione del 2007.  A complicare il quadro, ci sono le risorse. La concessionaria della rete autostradale, a più riprese, si era appellata al discorso delle spese da sostenere: che potevano raddoppiare, con operazioni di installazione, smantellamento e successiva nuova installazione delle barriere, nel caso di realizzazione della terza corsia. «Capite che su una stima di 600milioni di euro (293 per l'ampliamento da Firenze a Pistoia e i restanti fino al Vasone ndr) - ha detto Fratoni - un'opera da 175mila euro, come quella delle barriere, è piuttosto irrisoria. Questa filiera istituzionale incalzerà Autostrade, Anas e Governo per far rispettare gli impegni presi».  Ed eccoci proprio ad Anas. Il gestore delle autostrade, società per azioni controllata dal ministero dei Trasporti, era stata chiamata in causa da Autostrade come unica colpevole della mancata installazione delle barriere perché, disse un rappresentante della concessionaria nella riunione del maggio 2010, «ci impone la terza corsia».  «Noi continueremo a pressare il ministro con lo strumento più sensibile, l'interrogazione parlamentare», ha commentato il deputato Pd, Lido Scarpetti, autore del documento presentato a Matteoli. Aspettando il sit-in di protesta e, viene annunciato, un'ulteriore assemblea pubblica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web