Il Tirreno

Montecatini

Andare oltre la Bnl, tutti d'accordo

David Meccoli
Andare oltre la Bnl, tutti d'accordo

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Rivedere il contratto che lega le Terme alla Bnl (capofila del pool di banche finanziatrici) e ricercare partner privati per rilanciare l'azienda. Maggioranza e opposizione, riunite in commissione società partecipate, si trovano sostanzialmente d'accordo su diversi punti, ma non sui tempi di attuazione.  «Sulla promozione delle Leopoldine siamo indietro», dicono i consiglieri di minoranza; «prima era necessario firmare il nuovo contratto con Bnl», risponde il sindaco. E mentre l'amministratore unico delle Terme, Paola Paganelli, rivela che le ruspe hanno iniziato a scavare l'invaso della piscina, c'è chi chiede la cessione di parte delle quote della società. 

Le priorità. Il vicesindaco, Edoardo Fanucci, detta le linee guida dell'amministrazione. «La nostra - dice - è una posizione oggettivamente critica del contratto con Bnl, ma dobbiamo fare i conti con ciò che abbiamo. In prima istanza dovevamo rinegoziare i termini e in seconda battuta cercare soggetti che possano integrare, o anche sostituire, questo istituto».

Conditio sine qua non. La firma sulla revisione del contratto avverrà lunedì. «Questo accordo - dice l'Au delle Terme, Paola Paganelli - rappresenta il meglio di quanto abbiamo potuto ottenere dalla trattativa. D'altra parte la società non si poteva permettere nessun ostacolo che potesse pregiudicare il percorso di rinnovamento avviato. Ricontrattare con Bnl era pertanto un passo fondamentale, non c'erano alternative in questa fase, visto che le banche avevano anche bloccato l'erogazione del mutuo nel 2010. E le vendite degli immobili restano un obbligo per continuare ad avere i finanziamenti e proseguire i lavori». Il cantiere alle Leopoldine, spiega Gino Lenzi, ingegnere della società, è ora concentrato sulla «realizzazione dello scavo di quella che sarà la piscina». Confermati anche i tempi di consegna: fine 2011.

Promozione e privati. È quanto hanno chiesto ieri i consiglieri di minoranza.  «Quando avremo terminato le Leopoldine - dice Eugenio Pancioli - chi gestirà lo stabilimento? Gli attuali dirigenti termali? Serve un gestore serio, si contattino al più presto grandi gruppi come Marcegaglia o Della Valle. E si faccia promozione, altrimenti nessuno saprà che esiste un nuovo stabilimento a Montecatini». «Non dobbiamo limitarci al livello nazionale, come fatto finora - aggiunge Riccardo Sensi - ma dobbiamo farlo sapere al mondo che c'è un'opera di Fuksas: altrimenti che senso ha avergli dato l'incarico? Comune e Regione non potranno però più sostenere questi interventi né il resto del master plan. Valutiamo perciò la possibilità di concedere la gestione delle Terme a lungo termine oppure la cessione di una quota parte della proprietà a un partner privato, tenendo conto che, diversamente dal 2001, ora avrebbe l'opportunità di sfruttare da subito Redi e Leopoldine».

Il sindaco. Alla precisa richiesta da parte del Pdl di trovare un'alternativa a Bnl, Bellandi ha risposto che «le condizioni per cui è stato firmato il contratto che ci lega a questa banca sono quelle del 2008, condivise dalla precedente amministrazione e che abbiamo pertanto ereditato. E si badi bene: se non le si sottoscriveva, ora non avremmo avuto le Redi, mentre le Leopoldine non erano neanche state iniziate. A cambiare la banca ci stiamo provando, ma prima era necessario rinegoziare il mutuo. Con la firma sul nuovo accordo diamo la possibilità alla società di andare avanti e cominceremo anche a cercare partner privati e a fare promozione. Ma finora hanno pagato i cittadini (con l'aumento dell'Irpef), le Terme e la Regione: nessun altro ha mosso un dito». E un appello a ricompattare il gruppo pubblico-privato che ha finanziato nel 2010 la campagna promozionale arriva anche da Paola Paganelli: «Da sole le Terme non hanno risorse, visto che stiamo drenando tutto verso le Leopoldine».

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