Proteste
«Si dimetta il direttore dell'Asl 3»
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Il direttore generale dellAsl Alessandro Scarafuggi Mozione trasversale nel consiglio di Pescia
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PESCIA. Rispetto degli impegni presi sull'ospedale (sotto forma di 12 milioni di investimenti), dimissioni del direttore generale dell'Asl 3 Alessandro Scarafuggi, evidenziazione dell'inopportunità del ruolo ricoperto nella Società della salute e nella Conferenza dei sindaci - per incompatibilità - dai primi cittadini di Montecatini e Pistoia, congelamento di ogni progetto di nuovo ospedale, uscita del sindaco di Pescia e dello stesso Comune dalla Sds: queste le richieste della mozione trasversale che sarà presentata al prossimo consiglio comunale pesciatino. Trasversale perché la mozione sarà illustrata da un consigliere di opposizione (Giovanna Papini) e da uno di maggioranza (Marco Ardis) a rappresentare ben quattro movimenti politici: Fli, Pescia Democratica, Api e Solo per Pescia. «Ormai - si legge nel lunghissimo documento - è divenuta cronica e appare francamente sconcertante una situazione che permane da anni, a seguito della quale il direttore generale dell'Asl di Pistoia prende impegni nelle sedi politico-istituzionali affermando che, riguardo all'ospedale di Pescia, si faranno gli auspicati investimenti strutturali e si manterrà lo storico livello dei servizi offerti, salvo poi, nella pratica, gestire uno strisciante depauperamento del presidio di natura organizzativa, strumentale e professionale. Ultimo atto la vicenda della soppressione del reparto di pediatria. È chiaro che questa figura manageriale non è più credibile agli occhi dei cittadini e degli operatori. Non dovrebbe più esserlo nemmeno per i sindaci della Valdinievole, i quali, se avessero un minimo di coerenza e dignità politica, dovrebbero chiederne immediatamente la rimozione. Appare evidente che l'Asl di Pistoia è in crisi gestionale e finanziaria». Ricordando la necessità di recuperare 10 milioni nel prossimo bilancio Asl, nella mozione ci si chiede «con quale logica si sono spesi milioni di euro per acquisire patrimonio immobiliare dalle Terme per riorganizzarci i servizi territoriali su Montecatini, e non si sono impiegati quelli previsti dal famoso accordo di programma per il potenziamento dell'ospedale di Pescia, che doveva essere una priorità assoluta». Sotto accusa anche i sindaci, che «avrebbero dovuto controllare sul rispetto degli impegni, mentre, al contrario, hanno avallato con la suggestione del nuovo ospedale in Valdinievole uno stallo gestionale che porterà al declino irriversibile del presidio esistente senza che, visti i problemi di bilancio della sanità Toscana in generale e pistoiese in particolare, si arrivi mai all'obiettivo di realizzarne uno nuovo». Nella mozione viene sottolineato come «i due sindaci con le più alte responsabilità, quello di Pistoia e Montecatini, considerando la loro storia professionale e i rapporti a doppio filo con l'azienda, sono l'uno in pieno conflitto di interessi e l'altro quantomeno inconflitto di interessi morale e quindi impossibilitati a essere controllori efficaci». «Per quanto concerne la Società della salute - chiude la mozione - al di là del giudizio espresso sugli amministratori, si sta rilevando sempre più un guscio vuoto e una cassa di compensazione per la gestione del potere politico sul territorio e la sistemazione di funzionari rimasti in panchina nei precedenti giri. Quindi un carrozzone che aumenta i costi gestionali e non aiuta a migliorare i servizi. Basterebbe l'esempio della casa di riposo di Montecatini e una lettura dei risultati di questi anni per capire che niente è migliorato. Questo soprattutto perché i musicanti i sono sempre gli stessi, a cominciare dal direttore della Sds, quindi la musica non poteva e non può cambiare».
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