Il Tirreno

Montecatini

La rivincita di Scaramucci: assolto

Pietro Barghigiani
La manifestazione ad Ascoli di sindacati e categorie cittadine per reclamare la restituzione della società Terme alla città A destra l’allora socio privato Felice Santarelli
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La manifestazione ad Ascoli di sindacati e categorie cittadine per reclamare la restituzione della società Terme alla città A destra l’allora socio privato Felice Santarelli

Per il tribunale «non sussiste» l'appropriazione indebita dei 10 milioni

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MONTECATINI. Assolto perché il fatto non sussiste. L'ex presidente e amministratore delegato delle Terme, Mauro Scaramucci, 46 anni, per il tribunale di Ascoli non commise il reato di appopriazione indebita quando trasferì i 10 milioni di euro dalle casse della società termale a quelle della holding Vitawell per saldare un debito con la Bnl. La sentenza. La lettura del verdetto è arrivata nel primo pomeriggio da parte del giudice Marco Bartoli.  Insieme a Scaramucci sono stati assolti, con la medesima formula, anche Valerio Cordoni, 48 anni, di Ascoli, ex amministratore dell'immobiliare Wre e Dario Menè, 53 anni, di Chieti, responsabile della gestione clienti dell'agenzia di San Benedetto del Tronto della Bnl. Il pm Ettore Picardi aveva chiesto una condanna a un anno e mezzo per Scaramucci e a 11 mesi ciascuno per Cordoni e Menè.  Nei mesi scorsi era stato assolto con rito abbreviato anche Matteo Muscettola, 62 anni, di Pescara, un altro manager della Banca Nazionale del Lavoro.  Felice Santarelli, ex socio di Scaramucci, si era costituito parte civile insieme al padre Pietro, al fratello Paolo, alla sorella Susy e alla Silf, l'accomandita di famiglia. Parti civili anche la Regione e il Comune di Montecatini, proprietari delle Terme, oltre alla società Hep Luxwell con sede in Lussemburgo.  L'accusa. Il procedimento nasce dall'esposto del luglio 2004 presentato dai soci di minoranza delle Terme di Montecatini, famiglia Santarelli e Immobiliare Terme, contro Mauro Scaramucci, in qualità di presidente del consiglio d'amministrazione di Vitawell e amministratore delegato delle Terme di Montecatini. La denuncia, d'intesa con il collegio dei revisori dei conti, fu formalizzata a causa del trasferimento di 10 milioni di euro dalle casse delle Terme in quelle della holding del gruppo Vitawell che controllava la società termale con una quota del 51 per cento. Soldi che vennero girati alla Bnl che batteva cassa con il gruppo Scaramucci. L'accusa era quella di aver prosciugato le risorse delle Terme per salvare altre società della holding del benessere. Vitawell, per far fronte ad una crisi di liquidità, si fece finanziare dalla sua controllata Terme Spa il rimborso alla Banca Nazionale del Lavoro che aveva di fatto sospeso l'utilizzo dei fidi all'intero gruppo, il cui epilogo nei mesi seguenti fu quello del fallimento.  La difesa. Secondo la tesi della difesa, accolta dal tribunale, l'imprenditore poteva fare quell'operazione. Aveva i poteri per lo statuto societario e il verbale del Cda, era un'operazione a vantaggio di tutto il gruppo del benessere, compresa "Le Terme di Montecatini Spa". Se Vitawell, in crisi di illiquidità per l'acquisto della JKlebs di Ferrara, fosse caduta in rovina, per il contratto d'affitto d'azienda delle terme la società sarebbe tornata alla città di Montecatini. Infine, l'operazione Joyness Company di Scaramucci avrebbe rilevato Wellnet (club Tonic), Messegué (Spa & Resort), Le Terme di Montecatini e l'immobiliare Wre.  Il peso di JKlebs. L'imprenditore ascolano ha sempre sostenuto di aver compiuto quell'operazione finanziaria per far restare in equilibrio economico la holding Vitawell Spa dopo l'acquisizione del gruppo cosmetico J Klebs Spa. Stando a Scaramucci l'acquisizione, caldeggiata da Fineco Capital, portò circa 30 milioni di debiti all'interno della Vitawell Spa tanto da farla fallire nel 2006.  Il procedimento per presunta truffa aggravata subita da Vitawell Spa su denuncia di Mauro Scaramucci fu trasferito da Ascoli a Milano per competenza territoriale ed è ormai prescritto. Resta aperta l'inchiesta per bancarotta di Vitawell.

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