Attenzione
Alla rata del mutuo contribuisce anche lo Stato
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Lamministratrice delle Terme Paola Paganelli La rinegoziazione del contratto con Bnl in discussione nella commissione consiliare
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MONTECATINI. Una minore percentuale di quanto venduto dalle Terme finirà nelle casse della Bnl, mentre il mutuo sarà (almeno in parte) pagato dallo Stato. La rinegoziazione del contratto con il pool di banche che finanzia la società (i cui dettagli saranno svelati oggi dall'amministratore unico, Paola Paganelli, alla commissione consiliare società partecipate) verte su queste basi. «Una versione migliore di quella precedente ancorché non certo l'ideale per noi», aveva commentato il sindaco, Giuseppe Bellandi. In sostanza, per ciò che riguarda il primo punto, più che per la tempistica, il contratto è cambiato nella forma: se prima per ogni euro entrato con le dismissioni la metà finiva nelle casse della Bnl, ora la banca si "accontenta" di un po' meno: 30 centesimi. Di fondamentale importanza (tanto che per la sua definizione si è rimandata di diverse settimane la firma dell'accordo) è anche l'intervento statale nel pagamento del mutuo, arretrati compresi. Si tratta di contributi a fondo perduto che la società aveva richiesto per il restauro degli stabilimenti Leopoldine, Tettuccio e Regina. Con questi le Terme, per ciò che riguarda i mutui accordati per gli interventi conservativi di restauro, avranno l'opportunità di restituire unicamente il capitale, in quanto gli interessi saranno a carico dello Stato. Un'operazione che ha visto riqualificare i lavori alle Leopoldine da ristrutturazione a restauro, pur mantenendo l'originario aspetto tecnico e progettuale dell'architetto Fuksas.
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