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Volantini e sit-in di protestacontro il film su Vallanzasca

Volantini e sit-in di protestacontro il film su Vallanzasca

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MONTECATINI. La serata gelida non ha scoraggiato i militanti del sindacato di Polizia Coisp e dell'associazione Anps, che ieri sera hanno svolto regolarmente il volantinaggio annunciato prima della proiezione del film "Vallanzasca e gli angeli del male", davanti al cinema Imperiale.

Contro il film diretto da Michele Placido e interpretato da Kim Rossi Stuart, che racconta la vita dell'assassino condannato a 4 ergastoli e 260 anni di carcere, il sindacato di polizia ha organizzato proteste a Montecatini, Bergamo e Milano, città dove quattro agenti vennero giustiziati da Renato Vallanzasca. Era il 23 ottobre 1976 quando l'appuntato Bruno Lucchesi, della Polizia Stradale di Montecatini, venne ucciso al casello cittadino dell'A11.

In rappresentanza della sua famiglia era presente ieri sera il genero Mirko Donati, arrivato da Capannori (abita proprio nella casa che fu di Lucchesi). «La produzione di questo film - spiega - riapre in noi familiari delle vittime ferite non ancora rimarginate. Ricordare la ferocia di questo assassino con una pellicola è come elevare Vallanzasca a celebrità».

Al fianco di Donati anche Marco Acerra, della sezione cittadina dell'Anps (Associazione nazionale polizia di Stato) intitolata proprio a Bruno Lucchesi. «Con lui - racconta Acerra - ho lavorato per sette anni. Io arrivai alla stradale di Montecatini nel 1968, lui l'anno dopo. E abbiamo prestato servizio insieme fino al giorno della sua morte».

Tra un volantino e l'altro consegnato agli infreddoliti spettatori in attesa di assistere al primo spettacolo, il segretario provinciale del Coisp, Guido Ripa, spiega ulteriormente le motivazioni che hanno spinto il sindacato a programmare questa iniziativa di protesta. «Non condividiamo - dice - la spettacolarizzazione di gesta crudeli da parte di persone che si sono messe al servizio del male. Il dolore è ancora vivo tra i familiari e i colleghi delle 4 vittime.

Siamo contro l'imbarbarimento culturale a cui stiamo assistendo poiché oltre ad essere cittadini, siamo i primi a essere chiamati a fronteggiare la criminalità. Il pericolo è che spettacoli come questo possano destabilizzare i più deboli. Personalmente penso che se il signor Placido non trova altre storie da rappresentare, significa che siamo messi proprio male».

I motivi della protesta ovviamente erano ripetuti nei volantini distribuiti all'ingresso del cinema, con le dichiarazioni di Franco Maccari, segretario generale del sindacato indipendente di polizia Coisp, nei confronti di Renato Vallanzasca: «Un mostro che qualcuno ha voluto celebrare in un film».

«Non ne possiamo più - scrive Maccari - di subire la mortificazione di vedere in qualche maniera "magnificata" la barbarie di certi criminali, la cui vita viene "romanticamente" descritta come un susseguirsi di affascinanti avventure. Non ne possiamo più di chi lucra facilmente e squallidamente facendo leva sul gusto dell'orrido e sull'equivoco che anche l'eccesso di male sia "interessante". Non ne possiamo più di vergognose trasmissioni, come una andata in onda giorni fa, dove la moglie di Vallanzasca è stata presentata come un'eroina».

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