Il Tirreno

Montecatini

Un anno senza Giovanna Piattelli

Pietro Barghigiani
Un anno senza Giovanna Piattelli

Il 21 gennaio 2010 l'uccisione della dirigente nel suo ufficio

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Un anno senza Giovanna Piattelli. Dodici mesi fa, poco prima delle quattro di pomeriggio, la mano armata dall'odio di Silvano Condotti mise fine alla vita della dirigente del settore Scuola. Un colpo solo sparato in fronte alla donna seduta dietro alla scrivania del suo ufficio. Un'esecuzione a cui l'ex autista di scuolabus, licenziato e accecato dal rancore, aggiunse un finale da chiusura del cerchio della follia sparandosi all'arrivo della polizia sotto la sua abitazione in via Cadorna. Caso chiuso e città sotto choc.

A partire dai dipendenti della dirigente. Da chi a pochi metri aveva sentito lo sparo assassino o chi, nelle sue funzioni pubbliche, aveva avuto a che fare con i protagonisti della vicenda seguendone il contenzioso, ma senza neanche immaginare il tragico epilogo. In ricordo di Giovanna Piattelli, uccisa a 59 anni, oggi sarà celebrata una messa in forma privata nella chiesa di Chiesina, la stessa dove in centinaia, tra amici e colleghi, le dissero addio con il cuore straziato. «Abbiamo deciso di fare una cerimonia privata perché così avrebbe voluto la mamma - spiega il figlio, Francesco Pollini -. Su tutto quello che è successo ho le mie convinzioni, ma le tengo per me rispettando la riservatezza di mia madre».

Alla messa non ci saranno rappresentanti ufficiali del Comune che ha dedicato l'asilo nido alla dirigente. «Giovanna è sempre nei nostri cuori - afferma il sindaco, Giuseppe Bellandi -. La ricordiamo così, senza pubblicità, sicuri di eseguire le sue volontà di persona schiva». Quello dell'omicidio-suicidio del 21 gennaio 2010 è stato uno dei casi di cronaca che più ha colpito l'opinione pubblica. In una città dove pur sempre un omicidio è un fatto raro, ma quasi sempre legato a malavita o sottobosco di affari loschi, l'uccisione di una stimata dirigente comunale ad opera di un ex dipendente ha obbligato tutti a ragionare sul fatto che a volte la morte ci può passare accanto senza poterla riconoscere. E ha spinto chiunque a essere consapevole che anche chi conduce una vita regolare e specchiata può imbattersi e restare vittima del delirio che offusca la ragione. Resta il ricordo e lo spirito di ricominciare con gli insegnamenti lasciati da chi non c'è più.

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