Italia
Il film su Vallanzasca riapre una ferita
Sergio Braccini
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Renato Vallanzasca Volantinaggio del sindacato di polizia Coisp davanti all'Imperiale
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MONTECATINI. «Una cosa dovrebbero fare, tutti gli italiani: chiudere gli occhi e immaginare di avere davanti una persona cara. Pensarla in uno dei momenti più affettuosi che ha saputo regalare. E, subito dopo, vederla nella maniera più vivida possibile, crollata in una pozza di sangue, crivellata di colpi. Ecco - spiega Franco Maccari, segretario generale del sindacato indipendente di polizia Coisp - così rivivono le "eroiche" gesta di Renato Vallanzasca. Un mostro che qualcuno ha voluto celebrare in un film». Contro l'uscita nelle sale di "Vallanzasca e gli angeli del male", diretto da Michele Placido e interpretato da Kim Rossi Stuart, che racconta la vita dell'assassino condannato a 4 ergastoli e 260 anni di carcere, il sindacato di polizia metterà in atto stasera una vibrata protesta fuori dai cinema di molte città d'Italia. In particolare, dalle 20 alle 23, sarà effettuato un volantinaggio a Montecatini, Bergamo e Milano, luoghi dove quattro colleghi poliziotti sono stati giustiziati da Vallanzasca. A cadere sotto i colpi del "bel René", come i giornali dell'epoca ribattezzarono Vallanzasca, furono l'appuntato Bruno Lucchesi, della Polizia Stradale di Montecatini, ammazzato il 23 ottobre 1976 al casello cittadino dell'A11; il vice brigadiere Giovanni Ripani, della sezione volanti della questura di Milano, massacrato il 17 novembre '76; la guardia Renato Barborini e il brigadiere Luigi d'Andrea, della polizia stradale di Bergamo, trucidati a Dalmine il 6 febbraio '77. «Non ne possiamo più - inveisce Maccari - di subire l'indignazione e la mortificazione di vedere in qualche maniera "magnificata" la barbarie di certi criminali, la cui vita viene "romanticamente" descritta come un susseguirsi di affascinanti avventure. Non ne possiamo più di chi lucra facilmente e squallidamente facendo leva sul gusto dell'orrido e sull'equivoco che anche l'eccesso di male sia "interessante". Non ne possiamo più di vergognose trasmissioni, come una andata in onda giorni fa, dove la moglie di Vallanzasca è stata presentata come un ospite d'onore, un'eroina. In questi anni di sovvertimento assoluto dei valori e dei principi che da sempre hanno guidato le persone di buon senso, sentiamo il dovere di dire con grande chiarezza come la pensiamo». «È un ottimo motivo - conclude Maccari - per non andare a vedere questo film, e per far piuttosto capire a produttori e registi cosa vuole veramente il pubblico: che si parli di chi non c'è più, e dell'eroismo di famiglie costrette ad andare avanti con l'incurabile senso di perdita e con il dolore lancinante che la violenza lascia nel corpo e nell'anima di chi la subisce». Al volantinaggio in città (davanti al cinema Imperiale, dove il film è in programmazione da stasera) parteciperanno tra gli altri il segretario provinciale del Coisp Guido Ripa, rappresentanti dell'Associazione nazionale della polizia di Stato Anps e della Polstrada, parenti ed ex colleghi di Bruno Lucchesi.
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