La manifestazione
Montecatini, la squillo disturba? Se il vicino protesta scatta la multa
Pietro Barghigiani
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Dopo le strade tocca alle case. Nella lotta al sesso a pagamento, contrastato sui marciapiedi con l'ordinanza che vieta la contrattazione tra lucciola e cliente, l'amministrazione prova a fare il salto di qualità allineandosi a quei Comuni in cui le signorine e i loro spasimanti a tariffa possono essere multati se disturbano i vicini.
Le squillo silenziose possono stare tranquille. Quelle che fanno baccano, anche con i clienti, prima, durante e dopo gli incontri a luci rosse, faranno bene a mettere la sordina ai rendez vous amorosi. «L'ufficio legale e il comando dei vigili urbani stanno lavorando all'ordinanza - spiega il sindaco, Giuseppe Bellandi -. Siamo in contatto con quello di Genova e altri Comuni dove il provvedimento è stato adottato nei mesi scorsi. È nostro interesse partire il prima possibile. Non saprei indicare una data precisa anche perché vogliamo avere l'assenso di prefettura, questura e Procura.
Diciamo che entro la stagione l'ordinanza sarà in vigore». Esperienze analoghe sono state avviate, tra gli altri Comuni, anche a Parma e Verona. L'ordinanza. L'ordinanza punterà a sanzionare i comportamenti che turbano la convivenza civile e offendono la pubblica decenza nei condomini. Dagli annunci sui giornali o su internet la diffusione di squillo che ricevono in casa è una prassi consolidata nel tempo. Sono le call girl invisibili contro le quali, in assenza di sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione, la legge non prevede la contestazione di reati.
Quindi si fa riferimento al fronte amministrativo per "disturbare" le signorine nel loro lavoro senza orari e scoraggiare i loro potenziali clienti. Stando a quanto già applicato altrove il provvedimento consentirà alla polizia municipale di accertare se l'attività di prostituzione nelle abitazioni private venga svolta con modalità tali da provocare disturbo agli altri residenti o offendere la civile convivenza condominiale o di vicinato e la pubblica decenza. Insomma, se le squillo sono educate e chi le frequenta rispetta le regole del quieto vivere, l'ordinanza resterebbe congelata. Diverso il discorso nel caso di ricevimenti chiassosi, spesso anche a ore notturne. Le segnalazioni.
Trattandosi di proprietà private i vigili non avrebbero titolo per entrare nelle case senza un motivo valido. E allora sarà necessario che i condomini stanchi del via-vai di gente di ogni risma nel pianerottolo davanti la porta del loro appartamento chiedano l'intervento della polizia municipale. A quel punto gli agenti sarebbero in grado di muovere le contestazioni fissate dall'ordinanza sul disturbo ai vicini di casa. Il conto? Da 25 a 500 euro.
Le squillo silenziose possono stare tranquille. Quelle che fanno baccano, anche con i clienti, prima, durante e dopo gli incontri a luci rosse, faranno bene a mettere la sordina ai rendez vous amorosi. «L'ufficio legale e il comando dei vigili urbani stanno lavorando all'ordinanza - spiega il sindaco, Giuseppe Bellandi -. Siamo in contatto con quello di Genova e altri Comuni dove il provvedimento è stato adottato nei mesi scorsi. È nostro interesse partire il prima possibile. Non saprei indicare una data precisa anche perché vogliamo avere l'assenso di prefettura, questura e Procura.
Diciamo che entro la stagione l'ordinanza sarà in vigore». Esperienze analoghe sono state avviate, tra gli altri Comuni, anche a Parma e Verona. L'ordinanza. L'ordinanza punterà a sanzionare i comportamenti che turbano la convivenza civile e offendono la pubblica decenza nei condomini. Dagli annunci sui giornali o su internet la diffusione di squillo che ricevono in casa è una prassi consolidata nel tempo. Sono le call girl invisibili contro le quali, in assenza di sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione, la legge non prevede la contestazione di reati.
Quindi si fa riferimento al fronte amministrativo per "disturbare" le signorine nel loro lavoro senza orari e scoraggiare i loro potenziali clienti. Stando a quanto già applicato altrove il provvedimento consentirà alla polizia municipale di accertare se l'attività di prostituzione nelle abitazioni private venga svolta con modalità tali da provocare disturbo agli altri residenti o offendere la civile convivenza condominiale o di vicinato e la pubblica decenza. Insomma, se le squillo sono educate e chi le frequenta rispetta le regole del quieto vivere, l'ordinanza resterebbe congelata. Diverso il discorso nel caso di ricevimenti chiassosi, spesso anche a ore notturne. Le segnalazioni.
Trattandosi di proprietà private i vigili non avrebbero titolo per entrare nelle case senza un motivo valido. E allora sarà necessario che i condomini stanchi del via-vai di gente di ogni risma nel pianerottolo davanti la porta del loro appartamento chiedano l'intervento della polizia municipale. A quel punto gli agenti sarebbero in grado di muovere le contestazioni fissate dall'ordinanza sul disturbo ai vicini di casa. Il conto? Da 25 a 500 euro.
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