Il dolore
Il cinema è stato ristrutturato ma per chi è disabile è impossibile accedere alla sala
Elisa Paesano
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Sono la mamma di una ragazza disabile cui, domenica 16 gennaio, è stato negato l'accesso al cinema. Mia figlia, venerdì sera, si è messa d'accordo con i suoi amici di Pistoia per andare al cinema. Ogni volta, quando decide di andare in un posto nuovo, si pone il solito problema: «Ci sarà l'accesso facilitato? Ci saranno gli scalini oppure no?». Gli amici hanno liquidato i dubbi replicando che il cinema Lux è uno dei migliori di Pistoia, inoltre è stato recentemente ristrutturato, dunque, ovviamente, avrà al suo interno un ascensore o un montascale. Alle 17 di domenica pomeriggio l'amara verità: per accedere alla sala dove proiettavano il film che mia figlia voleva vedere c'erano ben due rampe interminabili di scale e nessun mezzo per facilitarle l'accesso. Ma come è possibile che nel 2011, dopo un susseguirsi di leggi per l'abbattimento delle barriere architettoniche, l'ufficio urbanistica di Pistoia abbia autorizzato l'apertura di un cinema multisala di cui fruibile, per un disabile, solo una parte? Un pomeriggio che per mia figlia doveva essere splendido si è trasformato in un incubo. Ho ancora davanti agli occhi le sue lacrime, il tono sconfortato della sua voce spezzata dalla delusione di un ennesimo diritto negato. La vita per mia figlia è già abbastanza difficile, chiedo semplicemente che vengano applicate le leggi perché ciò che è normale, addirittura banale, per tutti, non debba essere per lei sempre la solita odissea.
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