Il Tirreno

Montecatini

Il presidente Porciani: «Siamo una struttura strategica per il turismo»

Camera di commercio e Comune non lasciano il Convention Bureau

David Meccoli

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 MONTECATINI. La Camera di commercio non lascia il Convention Bureau e, con la volontà politica, neanche il Comune è tenuto a farlo. Nessuno dei dubbi paventati su un possibile disgregamento della struttura guidata da Massimo Porciani si è materializzato ieri nel corso del Cda, dove il presidente ha chiesto e ottenuto dal consiglio un mandato a ricevere una consulenza legale per verificare i poteri ancora a sua disposizione visto che si trova in regime di prorogatio ormai da luglio.  Nessuna fuga. Secondo l'ultima Finanziaria i Comuni con meno di 30mila abitanti non possono detenere quote in società partecipate. «Ma la stessa legge - specifica Porciani - dice anche che le stesse amministrazioni possono derogare alla regola se la società è strategicamente importante per la sua attività. E per un Comune turistico come Montecatini può non essere strategica una struttura che fa promozione? Basta che ci sia la volontà politica e un via libera del consiglio comunale e la questione si risolve. In sede di Cda, inoltre, i rappresentanti del Comune mi hanno confermato di non avere intenzione di lasciare la struttura».  Resta anche la Cciaa. Non dovrebbe lasciare il Cb neanche la Camera di commercio. «Non mi è mai arrivata alcuna notizia in merito - dice Porciani - e poi io faccio parte del Consiglio camerale e il problema non è mai saltato fuori. È vero che nel passato ci sono state incomprensioni tra Confesercenti (alla quale aderisce Porciani, ndr) e Camera di commercio, ma non mi sembra un buon motivo per trasferire la polemica sul piano congressuale». Le uniche a uscire saranno, pertanto, le due Apt: in totale il 10% delle quote, con il 2,5 che forse sarà preso dalle Terme e il restante 7,5 da altri soggetti oppure, in ultima analisi, diviso tra gli attuali soci. Quali poteri? Su richiesta del presidente, il Cda ha inoltre dato mandato a Porciani di avvalersi di una consulenza legale per verificare quali poteri possa esercitare un organismo in regime di prorogatio. «Voglio capire - dice Porciani - se ci sono incompatibilità con quanto prescritto dalla Corte dei conti».

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