Finanza
Giù le mani da pediatria
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Il sindaco Roberta Marchi in una manifestazione in difesa dellospedale Serie di no all'ipotesi di riorganizzazione proposta dall'Asl
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PESCIA. «Giù le mani da pediatria, devo tutto a quel reparto e al suo primario, il dottor Agostiniani, è stato lui a salvare mio figlio da un tumore cinque anni fa»: lo sfogo di Monica, questo il nome della mamma che ha chiamato la nostra redazione, rende bene - molto più di tanti interventi politici - l'idea delle reazioni all'ipotesi ventilate dalla direzione dell'Asl 3. Ipotesi che, seppur accompagnata da termini come "possibile", "graduale", "futuribile", resta pur sempre inquietante: quella di un accorpamento del reparto di pediatria dell'ospedale di Pescia con quello di Pistoia. In sostanza un trasferimento al di là del Serravalle del reparto. Una scelta che si inserirebbe in tutta una serie di interventi sulla sanità (su personale, trasporti e farmaci) mirati a far risparmiare 10 milioni nel prossimo bilancio Asl. Le reazioni, come si nota, non si sono fatte attendere. La questione è stata affrontata anche dalla giunta di Pescia che, in un comiunucato, «esprime la propria profonda preoccupazione per l'ulteriore ipotizzato depotenziamento del nosocomio». «La ventilata necessità di operare tagli - continua la giunta - stante la critica situazione della finanze regionali, non può e non deve interessare il presidio pesciatino, da anni oggetto di una smobilitazione strisciante fatta di tecnologie di seconda mano, riduzione di personale e soppressione dei servizi essenziali. Si respinge dunque, il tentativo di sopperire agli sprechi della decantata "via Toscana alla sanità" andando a incidere sulla pelle degli utenti, privandoli di supporti essenziali per il mantenimento di accettabili standard di assistenza. La giunta ricorda, a quanti detengono il monopolio da mezzo secolo della sanità toscana, che nelle more di un nuovo e ipotetico ospedale pesciatino non verranno tollerati "attacchi" all'integrità dell'attuale presidio. La giunta si opporrà in ogni modo, in tutte le sedi istituzionali, a qualunque tipo di ulteriore mutilazione verso una struttura che è e deve rimanere punto di riferimento imprescindibile per l'intera Valdinievole». Più diretto l'assessore alla sanità Francesco Conforti, da tempo impegnato in una battaglia in difesa dell'ospedale di Pescia: «Fin dall'inizio del loro mandato il presidente della Regione Rossi e l'assessore alla salute Scaramuccia ci hanno parlato del modello sanitario toscano come di un modello esemplare. Poi si viene a sapere che alcune Asl hanno deficit. Ci era stato detto che la razionalizzazione non avrebbe comportato la diminuzione dei servizi, e ora si parla di accorpamenti dei reparti. Si comincia con pediatria, ma poi si passerà a diabetologia, oculistica ed emodinamica. Quest'ultimo reparto ha già subito, in questi mesi, un importante depotenziamento. Le preoccupazioni che avevo manifestato da tempo si sono purtroppo rivelate fondate». Da qui la richiesta di una battaglia che coivolga tutti gli amministratori della Valdinievole, cui Conforti rivolge «un accorato appello, l'ultimo, poiché il tempo è ormai scaduto. Dobbiamo schierarci in difesa dell'attuale struttura. Adesso, vista la situazione finanziaria, è assurdo continuare a parlare di un nuovo ospedale. Dobbiamo batterci perché il presidio di Pescia mantenga servizi all'altezza delle esigenze del territorio».
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