Il dolore
Carabiniere rinviato a giudizio
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Il pm Giuseppe Grieco2 MINUTI DI LETTURA
Inizierà il prossimo 26 aprile al Tribunale di Pistoia il processo a carico di Catello P., il carabiniere scelto accusato di tentata violenza sessuale nei confronti di un ragazzo pratese che all'epoca dei fatti, il febbraio dell'anno scorso a Chiesina Uzzanese, non aveva ancora compiuto 17 anni. Il carabiniere, difeso dall'avvocato Francesco Di Maio, è comparso ieri davanti al giudice dell'udienza preliminare Alessandro Buzzegoli di Pistoia ed è stato rinviato a giudizio, come chiedeva il pubblico ministero Giuseppe Grieco. Nella stessa udienza si è costituito parte civile il ragazzo, assistito dall'avvocato Raffaella Pastore.
La storia, come detto, risale ai primi giorni di febbraio dell'anno scorso, quando gli stessi carabinieri raccolsero le confidenze del minore e iniziarono a indagare su due loro colleghi, il carabiniere scelto e il suo capopattuglia, Pierluigi F. Il ragazzo aveva raccontato di essere stato fermato qualche giorno prima mentre era in compagnia di un amico e di esser stato trovato in possesso di alcuni grammi di hashish, che però non sarebbero stati sequestrati ma sarebbero finiti in tasca al capopattuglia. I due carabinieri si sarebbero limitati a fare una lavata di testa al ragazzo. Qualche giorno dopo il minore, mentre era in un bar di Montecatini, sarebbe stato avvicinato dal carabiniere scelto che lo avrebbe invitato a fare un giro. Catello P. avrebbe poi costretto il ragazzo a vedere un dvd pornografico nella sua abitazione di Chiesina Uzzanese. La pubblicazione della notizia mandò su tutte le furie la Procura e l'Arma, che perquisirono le abitazioni di due cronisti del Tirreno e della Nazione. Nel frattempo l'inchiesta è andata avanti e si è arrivati al rinvio a giudizio. Intanto davanti al Tribunale di Prato è iniziato il processo a carico dei due carabinieri per omissione di atti d'ufficio e peculato (il mancato sequestro dell'hashish), un'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda. I due carabinieri sono ancora in servizio, ma sono stati spostati in altri comandi.
La storia, come detto, risale ai primi giorni di febbraio dell'anno scorso, quando gli stessi carabinieri raccolsero le confidenze del minore e iniziarono a indagare su due loro colleghi, il carabiniere scelto e il suo capopattuglia, Pierluigi F. Il ragazzo aveva raccontato di essere stato fermato qualche giorno prima mentre era in compagnia di un amico e di esser stato trovato in possesso di alcuni grammi di hashish, che però non sarebbero stati sequestrati ma sarebbero finiti in tasca al capopattuglia. I due carabinieri si sarebbero limitati a fare una lavata di testa al ragazzo. Qualche giorno dopo il minore, mentre era in un bar di Montecatini, sarebbe stato avvicinato dal carabiniere scelto che lo avrebbe invitato a fare un giro. Catello P. avrebbe poi costretto il ragazzo a vedere un dvd pornografico nella sua abitazione di Chiesina Uzzanese. La pubblicazione della notizia mandò su tutte le furie la Procura e l'Arma, che perquisirono le abitazioni di due cronisti del Tirreno e della Nazione. Nel frattempo l'inchiesta è andata avanti e si è arrivati al rinvio a giudizio. Intanto davanti al Tribunale di Prato è iniziato il processo a carico dei due carabinieri per omissione di atti d'ufficio e peculato (il mancato sequestro dell'hashish), un'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda. I due carabinieri sono ancora in servizio, ma sono stati spostati in altri comandi.
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