La manifestazione
«Parlanti perseguitato in cella»
Interrogazione parlamentare al ministro Frattini
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MONTECATINI. Cambia struttura detentiva e offre materia per una nuova interrogazione parlamentare, Carlo Parlanti, il manager informatico di 46 anni, condannato a 9 anni per stupro e dal 2005 detenuto in una prigione della California. A chiedere conto al ministro di Grazia e Giustizia, Franco Frattini, delle condizioni del montecatinese che sarebbe perseguitato da due guardie, è stato il parlamente del Pdl, Marco Zacchera. «Più volte - afferma l'esponente della maggioranza - ho avuto modo di occuparmi di Parlanti che ho avuto modo di visitare anche nell'istituto penitenziario californiano dove è detenuto». Zacchera, anche presidente del Comitato sugli italiani nel mondo della Camera, conferma che il detenuto è stato di recente trasferito in una nuova struttura pur sempre nello stesso carcere.
«Si sono moltiplicati sul "caso Parlanti" libri, appelli, interventi di associazioni, e altro tutti tesi a dimostrare l'iniquità di come si sia giunti alla condanna del nostro connazionale» aggiunge il parlamentare che chiede di sapere «se - anche alla luce di questi fatti più recenti - siano stati avviati o proseguiti contatti con le autorità Usa al fine di meglio valutare la posizione processuale del detenuto e se prosegua l'interessamento consolare a Carlo Parlanti e quali siano le attuali condizioni del condannato». Parlanti è detenuto da quasi 6 anni nel carcere di Avenal, in California. Il 4 Luglio del 2004 venne arrestato dalla polizia tedesca all'aeroporto di Duesseldorf con l'accusa di aver picchiato, legato e stuprato la sua ex convivente Rebecca Mckay White negli Stati Uniti. Il 3 giugno 2005 fu estradato e mandato a Ventura, in California.
«Le prove a suo carico sono pressoché inesistenti, ciononostante è stato processato e condannato dalla corte a nove anni - dicono all'associazione "Prigionieri del silenzio" -. Parlanti, dopo aver contratto nella prigione californiana l'epatite C per la quale non viene curato, e dopo aver subito diverse umiliazioni, ad un anno e un mese dal suo rilascio continua ad urlare la sua innocenza inascoltato da chi dovrebbe fare chiarezza in questa situazione a dir poco scandalosa e criminale. Negli ultimi anni è stato perseguitato da due guardie addette allo stabile in cui risiedeva sino a due mesi fa, il 310. Dopo varie richieste, ma sopratutto con l'aiuto di altri detenuti e di alcune guardie più "umane" è stato spostato nello stabile 330. Da qualche giorno siamo venuti a sapere che le due guardie che lo hanno perseguitato per più di due anni, hanno fatto richiesta di trasferimento nello stabile 330, dove ora c'è Parlanti». P.B.
«Si sono moltiplicati sul "caso Parlanti" libri, appelli, interventi di associazioni, e altro tutti tesi a dimostrare l'iniquità di come si sia giunti alla condanna del nostro connazionale» aggiunge il parlamentare che chiede di sapere «se - anche alla luce di questi fatti più recenti - siano stati avviati o proseguiti contatti con le autorità Usa al fine di meglio valutare la posizione processuale del detenuto e se prosegua l'interessamento consolare a Carlo Parlanti e quali siano le attuali condizioni del condannato». Parlanti è detenuto da quasi 6 anni nel carcere di Avenal, in California. Il 4 Luglio del 2004 venne arrestato dalla polizia tedesca all'aeroporto di Duesseldorf con l'accusa di aver picchiato, legato e stuprato la sua ex convivente Rebecca Mckay White negli Stati Uniti. Il 3 giugno 2005 fu estradato e mandato a Ventura, in California.
«Le prove a suo carico sono pressoché inesistenti, ciononostante è stato processato e condannato dalla corte a nove anni - dicono all'associazione "Prigionieri del silenzio" -. Parlanti, dopo aver contratto nella prigione californiana l'epatite C per la quale non viene curato, e dopo aver subito diverse umiliazioni, ad un anno e un mese dal suo rilascio continua ad urlare la sua innocenza inascoltato da chi dovrebbe fare chiarezza in questa situazione a dir poco scandalosa e criminale. Negli ultimi anni è stato perseguitato da due guardie addette allo stabile in cui risiedeva sino a due mesi fa, il 310. Dopo varie richieste, ma sopratutto con l'aiuto di altri detenuti e di alcune guardie più "umane" è stato spostato nello stabile 330. Da qualche giorno siamo venuti a sapere che le due guardie che lo hanno perseguitato per più di due anni, hanno fatto richiesta di trasferimento nello stabile 330, dove ora c'è Parlanti». P.B.
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