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L'azzurro del giorno è Del Bono

Roberto Grazzini
L'azzurro del giorno è Del Bono

L'attaccante del Borgo segna una doppietta: «Ormai giochiamo a memoria»

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BORGO. L'uomo del giorno non può che essere Leonardo Del Bono, fiorentino di nascita ma cecinese d'adozione e di residenza per questioni d'amore. La spalla ideale di Pulina, una volta tanto, si scrolla di dosso il ruolo pesante di comprimario e diventa protagonista assoluto di una vittoria più difficile del previsto. Due reti, un assist, tante punizioni conquistate e il solito lavoro sporco a difendere la palla per far salire la squadra.

«Per me è stata davvero una bella giornata - ammette Del Bono, con un sorriso a 64 denti - forse non siamo stati spettacolari come in precedenti occasioni, ma concreti sì. Diamo il giusto merito alla Nuova Verolese, che nonostante la classifica e una retrocessione annunciata, ci ha fatto sputare l'anima per venire a capo di una partita non semplice. Del resto il mister in settimana aveva messo in guardia il gruppo sugli eventuali pericoli che un testa- coda simile poteva nascondere.

Da parte nostra non abbiamo assolutamente sottovalutato gli avversari. Magari inizialmente abbiamo sofferto un po' il loro modo di difendere alto. Poi, prese le misure e sbloccato il risultato, siamo andati in crescendo, pur con qualche lieve apprensione nel finale». Un torneo, quello del puntero azzurro, a servizio del collettivo che in ogni caso ieri ha "lavorato" per Del Bono. «La prima rete la definirei una compartecipazione a tre - spiega il diretto interessato - visto che ho finalizzato un'azione partita da Pulina e proseguita da Rosati.

Nell'occasione del secondo gol ho restituito il favore a Rosati mentre nella terza marcatura è stato bravo sul cross Santini. Giochiamo a memoria e curiamo ogni minimo particolare, tenendo sempre alta l'intensità a livello mentale. E' un gran gruppo alla cui guida c'è un tecnico eccezionale». Archiviata la sviolinata di Del Bono al proprio allenatore, a prendere la parola è capitan Rummolo, in una domenica di lavoro a scartamento ridotto per il reparto arretrato.

«L'eurogol di Facconi è stato un episodio, pur bellissimo per come il giocatore si è costruito il tiro, comunque fine a se stesso - tiene a sottolineare il centrale azzurro - Non mi ricordo interventi strepitosi di Strambi o salvataggi in extremis della difesa. Quando però hanno dimezzato lo svantaggio poteva subentrare il timore di rovinare una gara già vinta. Così non è stato perché siamo tutti concentrati al massimo per raggiungere un traguardo importante». Di quale obiettivo si parli lo si capisce dalla dichiarazione successiva: «Ci vogliono almeno 70 punti per arrivare dove vogliamo arrivare. Questo significa che mancano ancora sette vittorie da ottenere in 14 gare. Non fatemi dire altro». Ogni riferimento alla Seconda Divisione non è puramente casuale.

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