Sicurezza
Tassista rapinato col trincetto
Un magrebino si fa portare a Prato e poi gli ruba i soldi
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MONTECATINI. Quattro rapine in quattordici giorni. Le vittime sempre tassisti. Un incubo che sta agitando i sonni dei tassisti pratesi e pistoiesi. E, dall'altra notte, anche montecatinesi. Molto probabile che il bandito, un nordafricano che minaccia i conducenti con un coltello, sia sempre lo stesso. L'ultimo episodio è avvenuto venerdì poco prima di mezzanotte. Il passeggero è salito appunto a Montecatini. A farlo salire sul suo mezzo è stato Danilo, un tassista pratese che fa il turno di notte nella nostra città. Il cittadino magrebino ha chiesto di essere accompagnato a Prato. Una volta arrivati si è fatto accompagnare a Tavola, una frazione vicino a Poggio a Caiano. E qui, in una strada di campagna, ha chiesto al conducente di fermarsi. A questo punto il passeggero ha tirato fuori un taglierino e, puntandolo contro il tassista, gli ha chiesto di consegnargli il portafogli (contenente circa 300 euro), l'orologio e il cellulare. Sempre sotto la minaccia dell'arma lo ha poi costretto a scendere dall'auto e si è messo lui al volante, allontanandosi nella notte. Dopo poco il tassista fermava un automobilista chiedendo aiuto e riuscendo ad avvertire i carabinieri. Grazie all'antifurto satellitare i militari riuscivano a rintracciare l'auto abbandonata poco distante, in via Bogaia. E proprio sulle impronte digitali lasciate sul taxi lavoreranno i carabinieri per cercare di identificare il rapinatore. Saranno confrontate anche con quelle lasciate negli episodi avvenuti nei giorni scorsi. L'impressione è comunque che si tratti della stessa persona, visto il modus operandi. Anche il primo gennaio, giorno della prima rapina, un nordafricano era salito su un taxi a Prato per poi farsi lasciare in una zona isolata, sempre a Tavola. E anche in questo caso, una volta tirato fuori il coltello, si era allontanato con l'auto portandosi via cento euro. Il secondo tassista è stato rapinato l'11 gennaio. Il nordafricano, 25-30 anni, era salito in piazza Stazione. Dopo alcuni giri senza meta si era fatto portare nella zona sud attuando la solita tecnica: spariti portafogli, cellulare e auto. Terzo colpo il 12 gennaio. Stavolta il passeggero è salito a Pistoia e la sua vittima è un tassista pistoiese. Il rapinatore lo fa fermare in via delle Sacca e lascia a piedi il tassista. La Mercedes viene ritrovata poco dopo. La tensione fra i tassisti pratesi è alta. Già nei giorni scorsi avevano richiesto al Comune di Prato un aiuto economico per l'installazione di telecamere sulle auto, così come è già successo a Firenze. «L'assessore ha accolto la nostra richiesta di installare le telecamere su tutte le auto con gprs a bordo collegato con la centrale per localizzare la macchina del conducente in caso di pericolo - spiega il presidente della cooperativa tassisti Gianni Bonamici - ma il costo è alto e pertanto è necessario un contributo economico da parte del Comune senza il quale non saremmo in grado di sostenere la spesa. L'iter burocratico è ancora lungo e non credo che arriverà una risposta prima di 2-3 mesi». Ma la preoccupazione ormai si sta allargando anche in altre zone della Toscana, arrivando a toccare anche la Valdinievole. L'ipotesi è quella che il malvivente, adesso, abbia studiato una nuova strategia: utilizzare il treno per arrivare in altre città (e infatti nel caso montecatinese il rapinatore è salito sul taxi alla stazione ferroviaria di piazza Gramsci) e da qui farsi portare sino nelle isolate periferie pratesi e mettere a segno il colpo. Un episodio nuovo, che si aggiunge ad altri fenomeni di microcriminalità di cui son rimasti vittime i tassisti montecatinesi, che in più di un'occasione si son ritrovati - al momento di iniziare il turno - con l'auto forzata da scassinatori.
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