Il Tirreno

Montecatini

In percentuale si scende dell’1,5% a danno soprattutto dei fiori meno cari, mentre reggono le varietà pregiate

La crisi si fa sentire al Comicent

Eugenio Fagnoni
Una veduta del Comicent di Pescia
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Una veduta del Comicent di Pescia

Il bilancio 2010 parla di un calo di vendite di un milione e 680 mila euro

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PESCIA. La crisi economica e strutturale e la minore capacità di spesa voluttuaria delle famiglie sono le cause della flessione di vendite registrate al mercato dei fiori di Pescia, che rappresenta un punto di riferimento essenziale a livello nazionale per il settore floricolo.  Il valore complessivo dei prodotti commercializzati sul mercato all'ingrosso, rivela l'ufficio statistica del Comicent, nel 2010 è stato di 104 milioni e 593.930 euro, che corrisponde ad una flessione dell'1,58% (pari ad una flessione di 1 milione 682.900 euro) sul 2009, quando le vendite complessive furono di 106 milioni e 276.830 euro. Nell'analizzare i vari comparti si constata come il settore fiori freschi confermi la medesima flessione dell'1,58%, passando da un giro d'affari di 90 milioni e 246.492 euro del 2009 agli 88 milioni e 916.519 euro dell'anno appena trascorso. Questo risultato si inserisce nell'ambito di un fenomeno costante, collegato alla perdurante crisi che affligge nel complesso anche il settore florovivaistico.  Il mercato dei fiori di Pescia, in generale, anche nel 2010 ha mantenuto su posizioni stabili il valore della produzione commercializzata, nonostante si sia verificata la diminuizione generalizzata delle quantità affluite sul mercato, controbilanciata da un lieve innalzamento dei prezzi soprattutto nel caso delle principali specie floricole commercializzate. La flessione delle quantità ha colpito particolarmente le specie coltivate localmente, dovuta sia alla cessazione dell'attività di alcune aziende, sia alla diminuizione parziale delle superfici nelle aziende ancora attive, per l'incremento dei costi di riscaldamento delle serre. Ma va anche considerato che, nella stima delle partite floricole commercializzate, provenienti dal Sud Italia e da altre regioni, non vengono calcolate le quantità che - a tutte le ore della giornata - sono consegnate direttamente all'interno dei magazzini degli acquirenti e dei trasportatori, poiché sfuggono al controllo visivo dei rilevatori.  Il coordinatore dell'ufficio statistica del Comicent, Gianluca Incerpi, sottolinea che «nel dettaglio le quantità di fiori freschi vendute nel 2010 sono state complessivamente pari a 85 milioni e 81.700 fiori e a 78 milioni e 394.190 steli. Nel settore floricolo, fra le produzioni locali un buon risultato lo hanno registrato la calla etiopica di cui ne sono stati venduti un milione e 912.150 fiori e il "garofano dei poeti" di cui ne sono stati acquistati 2 milioni e 288.900 steli».  Tuttavia nella top del gradimento da parte dei consumatori il primato è delle rose: ne sono stati acquistati complessivamente, fra rose a fiore grande ed a fiore piccolo bel 48 milioni e 334.500 fiori. Esaminando le quotazioni annuali, si vede che i prezzi all'ingrosso nel 2010 hanno avuto un andamento singolare: sono in flessione quelli delle specie floricole meno pregiate e a presenza stagionale sui banchi del mercato. Sono invece in aumento i prezzi all'ingrosso delle specie più pregiate e di più alto valore unitario, come ad esempio le rose.  Per il segmento delle piante ornamentali da interno e da terrazzo, si è verificata una lieve contrazione delle quantità vendute, invece i prezzi sono rimasti stazionari.

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