Gioco
L’ufficio igiene richiama il Comune di Pieve a far rispettare la sua ordinanza
Liquami neri sotto le finestre Otto anni di rapporti Asl ignorati
Luigi Spinosi
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La fuoriuscita di liquami dal muro2 MINUTI DI LETTURA
PIEVE A NIEVOLE. Ormai si va verso l'ottavo anno. Era infatti l'estate del 2003 quando partirono la prima segnalazione e il primo sopralluogo Asl, ma da allora nulla è cambiato, nonostante ordinanze e ulteriori controlli: gli abitanti di una palazzina di via dell'Unità sono costretti a convivere, letteralmente, con un fiume di liquami neri sotto le finestre. Otto anni passati invano, come dimostra l'ultimo sopralluogo dell'ufficio igiene e sanità pubblica dell'Asl, datato 3 gennaio, che dà ragione Ubaldo Labate, uno degli otto condomini costretti a convivere con quella fogna a cielo aperto e che, dal 2003 ad oggi ha condotto (inutilmente) una battaglia per far rispettare le regole. La cosa più grave è che l'ultimo rapporto Asl potrebbe tranquillamente essere sovrapposto al primo, datato 7 luglio 2003, nulla è cambiato. Ma andiamo con ordine. L'origine di quella fuoriuscita di liquido («Maleodorante - si legge sul rapporto Asl - e facente capo a liquami di origine fecale») è da ricercarsi in una palazzina vicina, per l'esattezza, riprendendo la segnalazione Asl, da una «fuoriuscita che avviene in più punti di un muro a retta di contenimento». Muro che sostiene il giardino di un'abitazione, nel quale, prosegue l'Asl, «è probabile che le tubazioni di scarico allacciate alla pubblica fognatura siano danneggiate, per cui, in caso di sollevamento dei liquami della pubblica fognatura, questi rigurgitano nelle suddette tubazioni e trovano sfogo sul muretto di contenimento». Insomma, i liquami puzzolenti escono dal muro e si riversano nel canale che dovrebbe servire a raccogliere l'acqua piovana, passa sotto le finestre del palazzo vicino e finiscono, attraverso una grata, nella rete degli scarichi bianchi. Stessa storia che, ricorda la stessa Asl, «è già stata oggetto di svariati nostri interventi, a partire dal luglio 2003 e per la quale è stata emessa un'ordinanza da parte del Comune di Pieve a Nievole, tuttavia a oggi permane il disagio e l'inconveniente igienico sanitario». Sì, perché sempre nel 2003 fu fatta un'ordinanza affinché il proprietario dell'immobile all'origine della perdita intervenisse, ed eliminasse il problema. Ordinanza che però non ha avuto seguito. Il problema è rimasto lo stesso, tale e quale, e lo ribadisce anche l'Asl («Ricorrono pienamente i presupposti di violazione dell'ordinanza»). Insomma nessuno è intervenuto e nessuno si sarebbe preoccupato di far rispettare quell'ordinanza: lo si evince anche dal rapporto del difensore civico cui Labate si rivolse nel 2009. E sì che, chiude l'ultimo rapporto Asl, «è da ritenersi urgente e improrogabile l'adeguamento igienico sanitario del tratto di fognatura privata». Basterà quest'ennesimo richiamo dell'ufficio di igiene pubblica?
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