Il Tirreno

Montecatini

Cinquanta attività chiuse in nove mesi. Chieste agevolazioni fiscali per chi investe a sud di corso Roma

La crisi colpisce soprattutto il commercio

David Meccoli

2 MINUTI DI LETTURA





 MONTECATINI. Cinquanta negozi hanno chiuso i battenti nei primi nove mesi dello scorso anno, con un saldo negativo (rispetto alle aperture) di 25 unità. Sono i dati, abbastanza preoccupanti, della Camera di commercio e relativi al periodo gennaio-settembre 2010. E questo a fronte di una movimentazione totale di ogni categoria in Valdinievole (si veda la tabella a fianco), che ha visto diminuire di sole 18 unità le imprese, con numeri (negativi) a due cifre a Lamporecchio, Monsummano e Montecatini e buoni risultati, invece, a Uzzano e Massa e Cozzile.  Ma torniamo a concentrarci su Montecatini e sulle categorie produttive più caratterizzanti. Il commercio al dettaglio ha visto, nei primi nove mesi del 2010, 547 nuove imprese registrate (delle quali però solo 482 attive), con 25 nuove iscrizioni e 50 cessazioni (non d'ufficio), un tasso di natalità del 4,4 e uno di mortalità dell'8,8.  Va (relativamente) meglio per le strutture ricettive, che sono, a settembre 2010, 171 (delle quali però solo 143 attive), con 5 iscrizioni e 8 cessazioni, un tasso di natalità del 2,9 e uno di mortalità del 4,6. Dati ancor più incoraggianti per la ristorazione, con 292 imprese registrate (209 attive), 15 iscrizioni, 10 cessazioni, un tasso di natalità del 5,3 e uno di mortalità del 3,5.  In totale le tre voci che trainano l'economia montecatinese (alberghi, negozi, ristoranti) sommano pertanto 1.010 imprese registrate (di cui 834 attive), 45 iscrizioni, 68 cessazioni (-23 il saldo), un tasso di natalità di 4,4 e uno di mortalità di 6,6.  «Dati purtroppo in linea con l'andamento generale dell'economia - dice Luciano Masini, presidente Unim - ma che in città risultano più evidenti a causa di una diminuzione nel numero e nella qualità degli ospiti. Le zone più colpite? Quelle a sud di corso Roma e attorno al mercato coperto. Per questo ho già chiesto al Comune di studiare una formula che consenta defiscalizzazioni e incentivi per chi sceglie di aprire un'attività in un fondo sfitto situato in quest'area».  «"Questi numeri erano nell'aria - dice Renzo Bertini, presidente Confcommercio - e la crisi batte soprattutto in periferia, ma non si dimentica certo del centro. E si tratta di negozi di vicinato (spesso di abbigliamento) che risentono della concorrenza dei centri commerciali. E' un campanello d'allarme che non va sottovalutato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa