Il Tirreno

Montecatini

Mozione in consiglio comunale per frenare i danni provocati all’agricoltura

La devastazione arriva dal cielo

Un’immagine sempre più frequente nelle nostre campagne: nugoli di storni in volo sugli alberi
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Un’immagine sempre più frequente nelle nostre campagne: nugoli di storni in volo sugli alberi

Appello alla Regione affinché venga riaperta la caccia allo storno

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 PESCIA. Alzando gli occhi al cielo capita sempre più spesso di avvisare delle "nubi nere" un po' particolari. Sono quelle disegnate in aria da gruppi numerosissimi di storni. Uno spettacolo affascinante, certo, ma anche preoccupante, trattandosi di una specie di uccelli devastante per l'agricoltura. Da qui la richiesta di aiuto che, da Pescia, arriverà alla Regione.  Sulla questione, infatti, il capogruppo del Pdl in consiglio comunale Giampaolo Pieraccini, e l'assessore Roberto Franchini, hanno presentato una mozione da far votare all'assermblea cittadina, da girare poi a Firenze.  Un documento che parte proprio dalla constatazione degli effetti provocati dallo storno, «una specie molto presente nel Comune di Pescia e nella Provincia di Pistoia, nonché in tutta la Toscana. Tale presenza ha portato nella Provincia di Pistoia danni all'agricoltura superiori a 20mila euro nel biennio 2008-2009, specialmente a carico di oliveti, vigneti, alberi da frutto e seminativi». Danni comunque sottostimati, soprattutto nel caso degli oliveti, «perché colpiscono specialmente i produttori medio piccoli o non professionali, che difficilmente richiedono il rimborso del danno».  «Lo storno - prosegue la mozione - dopo il cinghiale e il capriolo, è la terza specie responsabile dei danni alle coltivazioni nel nostro Comune, ma non solo. Infatti, a livello regionale, negli anni che vanno dal 2000 al 2009 si sono registrati oltre 2 milioni di danni causati dallo storno». Danni che, viene sottolineato, in un territorio come Pescia caratterizzato da produzioni di qualità sono difficilmente ammortizzabili dagli agricoltori. Non solo, ma anche le prospettive future sono preoccupanti, dal momento che «l'indagine conoscitiva effettuata dal Centro Ornitologico Toscano indica un notevole incremento numerico nella popolazione di storno nidificanti in Toscana».  Da qui la richiesta di consentire la caccia in deroga a questo volatile: «I provvedimenti con i quali la Regione Toscana negli ultimi anni ha dato attuazione ai prelievi in deroga nei confronti di questa specie sono stati sovente ritenuti dall'Unione Europea non conformi alle finalità e ai principi delle direttive comunitarie, perché non hanno comportato un adeguato contenimento delle popolazioni stanziali di questa specie, con conseguente crescita di danni alle produzioni, nonché l'avvio di una serie di procedure di infrazione per la violazione delle norme comunitarie. E la Regione Toscana nel 2010, dopo molti anni di applicazione, temendo di incorrere in una procedura di infrazione, non ha approvato (contrariamente ad altre regioni) il regime di caccia in deroga allo storno, mentre la Provincia di Pistoia ha attuato un piano di controllo, riuscendo a intervenire, ma solo marginalmente».  Da qui il senso della mozione con cui il consiglio comunale di Pescia «sollecita la Regione Toscana all'adozione del regime del prelievo in deroga allo storno e invita il governo nazionale affinché intraprenda verso la Commissione Europea le iniziative necessarie al reinserimento dello storno nell'elenco delle specie cacciabili».

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