Il Tirreno

Montecatini

La famiglia Biondi raggirata per 1,3 milioni di euro in una banca di Piacenza

Hotel truffato, chiesti 3 anni

Pietro Barghigiani
L’Hotel Biondi in viale IV Novembre al centro della truffa
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L’Hotel Biondi in viale IV Novembre al centro della truffa

La requisitoria del pm nel processo ai due imputati

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 MONTECATINI. Truffa milionaria alla famiglia Biondi, chiesti tre anni per i due imputati rimasti nel processo. Il pm del tribunale di Piacenza, città dove venne consumato il raggiro finale, ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna a tre anni e mille euro di multa per Vincenzo Auteri, 65 anni, originario di Lerici, ma domiciliato a Bologna e Orlando Maiolo, 43 anni, calabrese residente a Torino.  Nel procedimento giudiziario Francesco Luongo, 50 anni, ha patteggiato 4 mesi e un altro imputato, Amerigo Francisci, 72 anni, è stato assolto per non aver commesso il fatto. A fine mese si terrà l'udienza in cui parleranno gli avvocati delle parti civili e quelli degli imputati. Poi, entro febbraio, è prevista la sentenza.  Prescrizione e risarcimenti. A livello penale incombe la prescrizione del reato nel giugno 2011 e la certezza dell'indulto con lo sconto dei tre anni. Resta in piedi, invece, la causa civile avviata dalla famiglia Biondi nei confronti della Banca Regionale Europea, filiale di Piacenza, dove gli albergatori subirono un raggiro da manuale della truffa. Il fronte civile è l'appiglio più concreto per cercare di recuperare qualcosa del milione e 300mila euro spariti in un gioco di magia messo in scena il 23 dicembre 2003 all'interno della banca.  La truffa. All'interno dell'istituto di credito i truffati vennero ricevuti in una saletta, priva di telecamere circuito chiuso, messa a disposizione dalla responsabile della filiale, indagata e poi prosciolta da ogni accusa. La sequenza finale dell'imbroglio vide Biondi e consorte arrivare a Piacenza accompagnati da una guardia giurata che aveva con sé il milione e 300mila euro in contanti, ma che rimase all'esterno della banca.  All'interno del salottino i soldi, che dovevano rappresentare la provvigione da versare ai sedicenti intermediari dopo aver valutato l'albergo di viale IV Novembre sui 13 milioni di euro, vennero consegnati dai Biondi a una persona che si presentò come il vice direttore della filiale.  Il versamento fantasma. Questi, una volta avuta la busta con il denaro, uscì dal locale per raggiungere la zona interna delle casse dove avrebbe dovuto effettuare il versamento e, invece, fece sparire i soldi. Poi tornò con una distinta dell'istituto di credito e tutto sembrò a posto. Passarono alcuni giorni e i Biondi si accorsero di essere stati turlupinati: sul conto c'erano solo 110 euro. Erano i soldi utilizzati per aprire la posizione bancaria. Del milione e 300mila euro neanche l'ombra. Restò solo no rimase solo la distinta contabile dell'operazione. denuncia alla Procura di Piacenza e le indagini vengono affidate alla polizia giudiziaria. Ora arriva la richiesta di condanna.

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