Il Tirreno

Montecatini

Indagine su farmaci e tangenti: il dermatologo può spostarsi senza impedimenti

Piena libertà per Lotti

Pietro Barghigiani
Al centro Torello Lotti all’uscita del tribunale di Firenze
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Al centro Torello Lotti all’uscita del tribunale di Firenze

Revocato l'obbligo di dimora a carico del professore

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 MONTECATINI. Torello Lotti torna ad essere un uomo libero.  Il giudice ha revocato l'obbligo di dimora disposto l'8 novembre scorso dopo quaranta giorni di arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta "Affare fatto" su un presunto giro di tangenti per prescrivere i farmaci di determinate case produttrici.  Da ieri il dermatologo di 57 anni, originario di Pieve, ma residente a Firenze, con studio in via Simoncini a Montecatini, arrestato il primo ottobre, non ha più alcun vincolo per i suoi spostamenti o restrizione della sua libertà personale.  Può muoversi liberamente senza rispettare alcun limite. Resta, invece, dimissionario nelle cariche ricoperte a livello societario e clinico.  È stato il gip Angelo Antonio Pezzuti a revocare la misura dell'obbligo di dimora nel Comune di Firenze per il professor Lotti accogliendo l'istanza presentata dai legali Alessandro Giuliani di Pescia e Federico Bagattini di Firenze.  Nell'inchiesta "Affare fatto" ci sono trenta indagati tra medici e manager delle industrie del farmaco che sponsorizzavano convegni e borse di studio gestite da Lotti, accusato di associazione a delinquere, corruzione, falso e truffa allo Stato.  La Procura della Repubblica di Firenze gli contesta di aver preso tangenti per 1,7 milioni di euro allo scopo di favorire la prescrizione di farmaci segnalati dai privati nel programma Psocare nell'ambito della cura della psoriasi.  L'accademico ha sempre respinto la tesi dell'accusa sostenendo che quei soldi erano elargiti sotto forma di sponsor per finanziare borse di studio e convegni e che neanche un euro è finito nei suoi conti personali. Sarebbe stata, secondo la difesa, una sorta di attività indispensabile per fare ricerca universitaria con mezzi superiori a quelli disponibili con fondi pubblici.  Lotti si era dimesso nei mesi scorsi dagli incarichi ricoperti nell'università, nelle società e nella clinica diretta a Firenze. Una mossa che lo ha messo nella condizione, agli occhi del gip, di evitare il rischio di reiterazione del reato. L'altro aspetto su cui i legali hanno lavorato producendo un'ampia documentazione è quello dell'effettiva somministrazione tra i malati dei quattro farmaci usati nel programma Psocare.  Secondo il professore il consumo dei medicinali sponsorizzati dalle case farmaceutiche a partire dal 2008 sarebbe andato calando da circa 800 pazienti a poco più di 200. Un trend in discesa che, per la difesa, dimostrerebbe il calo nel consumo dei medicinali che, quindi, non sarebbero stati prescritti a volontà per compiacere i privati in cambio di soldi.

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