Sicurezza
Sentenza-choc sul caso Fortunati
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Nicola Fortunati (secondo da sinistra) con il Cda termale dell’epocaAl lavoro per cercare di ridurre il maxi risarcimento
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MONTECATINI. "Diplomazie" al lavoro per cercare quanto meno di attutire gli effetti della mazzata arrivata dal giudice di Pistoia, che nella causa tra l'ex amministratore delle Terme, Nicola Fortunati, e l'azienda, ha dato ragione al primo (come abbiamno riportato ieri). Riconoscendogli un risarcimento che si aggira sui 600mila euro. Una cifra davvero ragguardevole per le casse della società. «Sicuramente non è una notizia positiva - commenta il sindaco Giusepe Bellandi, che rappresenta uno dei due soci proprietari delle Terme di Montecatini - siamo ovviamente preoccupati per il fattore economico. Al momento stiamo acquisendo la documentazioni per poi prendere le decisioni che ci sembreranno le più adeguate. In questo periodo si stanno realizzando i grandi progetti delle Terme (leggi piscina alle Leopoldine, ndr), pur tra tante difficoltà e tra molti sacrifici in termini di dismissioni per riuscire a sostenere lo sforzo richiesto. Dover versare una cifra simile sarebbe senza dubbio una brutta tegola». Tra le ipotesi, ovviamente, ci può essere quella del ricorso. Ma pare di capire che non sia l'unica a cui stanno lavorando soci e azienda. Un 'altra soluzione potrebbe essere la transazione. C'è da considerare che la somma che dovrebbe essere versata a Fortunati è praticamente doppia rispetto all'annualità che ancora l'ex ad vantava per contratto (lo "stipendio" era di poco più di 200mila euro, ma con i benefit arrivava a circa 300mila) prima di decidere di presentare le dimissioni (nel mazo 2008) per giusta causa. La parte restante comprenderebbe anche una sorta di riconoscimento del "danno di immagine" che il manager avrebbe lamentato a seguito anche della lunga campagna di accuse dell'epoca verso la conduzione della società per azioni. Accuse lanciate sui giornali da partiti politici, da consiglieri regionali e comunali, che evidentemente Fortunati riteneva infondate e lesive della sua immagine professionale. «L'epilogo, provvisorio, di questa vicenda - commenta ancora il sindaco - è legato a una situazione che ho ereditato e che ora deve essere studiata anche per comprendere bene i motivi per cui il giudice ha deciso un risarcimento così alto». A.G.
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