Proteste
Saldi, negozio chiuso per protesta
Pietro Barghigiani
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Il negozio di abbigliamento Giannino ieri è rimasto chiuso per protestare contro le date dei saldi La titolare di "Giannino": «Sbagliata la data festiva per l'inizio»
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PESCIA. Niente saldi per protesta. Nel primo giorno delle vendite a prezzi ribassati c'è stato un negozio tra i più conosciuti della Valdinievole che ha tenuto le serrande abbassate. Gli sconti per "Giannino" (abbigliamento, maglieria e biancheria per la casa) esisteranno a partire da oggi. La data dell'Epifania, ma soprattutto per come è stata gestita la materia con responsabilità a cascata dal governo alla Regione, dal Comune alle associazioni di categoria, non è piaciuta alla titolare, Serena Fantozzi. L'imprenditrice, modi schietti e senso pratico di chi manda avanti un'azienda, vuole spiegare ai clienti il motivo della chiusura. Comunicazione nel mirino. «Ogni anno siamo alle solite - esordisce la titolare di "Giannino" -. Anche questa volta aperture e saldi non sono stati programmati con largo anticipo. Confcommercio ci ha informato delle aperture straordinarie il 21 dicembre. Addirittura abbiamo appreso dell'avvio degli sconti il 29 dicembre. Sempre Confcommercio ci ha detto che la data del 6 gennaio è giusta, ma volutamente non è stata resa pubblica prima. Una decisione di cui non abbiamo capito il senso, anche perché l'informazione in quel momento doveva essere destinata ai commercianti e non ai consumatori». È la mancanza di programmazione con tempi e modi adeguati e trasparenti ad aver portato Serena Fantozzi a decidere la serrata nel primo giorno dello shopping ribassato. Programmazione. Ma di motivi per non aver aperto il negozio la titolare ne elenca anche altri. «Dopo aver chiesto per tempo a Comune e Confcommercio le date delle aperture straordinarie per il 2011 il 21 dicembre veniamo informati per i soli primi tre mesi dell'anno - spiega Fantozzi -. In questo modo non si programma niente. E le date del 2 e del 6 gennaio potevano essere utilizzate dal Comune per altre aperture straordinarie. Quella del 2 poi ha avuto casomai il messaggio di "ufficializzare" l'inizio dei saldi. Il mio sarà pure uno sfogo, ma qualcuno deve prendere coscienza che le attività commerciali devono poter pianificare e non lo possono fare con questi tempi e con decisioni che vengono prese in modo non omogeneo a tutti i livelli. Non vedo dove sia il problema di comunicare con un buon anticipo l'inizio dei saldi». Famiglie. Dopo aver saputo il 29 dicembre della partenza degli sconti il 6, Serena Fantozzi, che sente di parlare a nome dei commercianti e non solo per la sua attività, si è posta la questione dei 27 dipendenti del suo negozio. E rivolta a istituzioni e associazioni di categoria chiede: «Pensate che la famiglia esista ancora? I dipendenti hanno una vita privata da portare avanti e difendere oltre al lavoro. Mi sento responsabile in parte della loro vita privata nel momento in cui decido gli orari di apertura. Non credo sia corretto avvisare il 29 le persone che lavorano con noi che il 6 devono essere in negozio». Controlli. L'imprenditrice sostiene, inoltre, di sapere di negozi che hanno praticato i ribassi violando la legge. «Ma i controlli c'erano?» si chiede Serena Fantozzi che conclude con una constatazione stagionale e climatica declinata al commercio. «L'inverno inizia il 21 dicembre - afferma -. Ma se i saldi partono dopo 17 giorni dall'inizio della stagione invernale sarebbe il caso di chiamarli saldi di inizio stagione e non di fine. Non riteniamo corretta questa data e vorremmo poterne parlare. Ma con chi? Con Confcommercio? Aspettiamo tante risposte. Non sappiamo chi si sentirà la responsabilità di darcele. Forse nessuno. Questa è l'Italia che non ci piace più tanto. E che, nel nostro piccolo, vogliamo pensare di poter cambiare denunciando tutto questo e chiedendo delle risposte». Dopo lo sfogo, la comunicazione aziendale. Per i clienti di "Giannino" i saldi cominciano oggi con il negozio aperto dalle 9 alle 19,30.
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