Sicurezza
Posta in ritardo I cittadini si rivolgono a prefettura e questura
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Proteste a Uzzano per i ritardi nella consegna della posta In tre giorni raccolte oltre 170 firme a Uzzano «Servizi tagliati per le bollette mai ricevute»
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UZZANO. C'è chi si è visto invitare a un matrimonio quando la cerimonia era già passata da un pezzo, che invece non ha ricevuto niente ma, nel frattempo, è rimasto senza telefono perché la bolletta era scaduta. Sono solo alcuni esempi delle disavventure capitate a Uzzano, dove la posta arriva con il contagocce. Un problema diffuso, ma che qui ha dato il via a una forma di protesta collettiva. Come in molte altre località della Valdinievole tanti cittadini hanno perso la pazienza e, invece di ingoiare il boccone amaro o, al massimo, fare qualche telefonata di protesta, in questo caso hanno deciso di organizzarsi dando vita a una raccolta di firme da inviare non alla direzione delle Poste, ma alle autorità. In appena tre giorni, tra il pomeriggio del 31 dicembre e la mattina del 3 gennaio, ne sono state raccolte 170, in calce a una lettera inviata ieri mattina al prefetto, al procuratore della Repubblica e al sindaco di Uzzano, e sul caso i cittadini annunciano di voler interessare anche i parlamentari eletti nella circoscrizione. «Siamo cittadini del Comune di Uzzano - si legge sulla lettera - che intendono portare a vostra conoscenza le gravi disfunzioni di Poste Italiane per quanto attiene alla distribuzione della corrispondenza. La distribuzione avviene a singhiozzo e questo crea gravi problemi agli utenti. Quando arriva la posta (una montagna) ci sono sempre bollette (luce, gas, telefono) scadute e ci risultano casi di sospensione del servizio per bollette non pagate. Alcuni di noi trovano addebiti in conto corrente e la fattura o la rata del mutuo arrivano magari con un mese di ritardo, a volte non arrivano. Inoltre la non timbratura della corrispondenza (partenza e arrivo) ci mette in difficoltà nel giustificare i ritardati pagamenti nei confronti delle aziende. L'unica cosa distribuita con regolarità è la pubblicità che intasa le nostre cassette. Questa situazione si protrae ormai da troppo tempo ed i disagi per un servizio dovuto e pagato, ma che non funziona, non sono più sopportabili; ci vorrebbe, nella distribuzione della corrispondenza, lo stesso impegno che Poste Italiane mette nel vendere i propri prodotti finanziari. Vi chiediamo di intervenire, ognuno secondo le proprie competenze, in modo che la corrispondenza sia consegnata almeno a giorni alterni». Poche righe per denunciare quello che, agli occhi dei cittadini, appare come un assoluto disinteresse verso qullo che dovrebbe essere il primo compito di Poste Italiane, ossia la consegna della corrispondenza. «Tralasciando per il momento - spiegano gli estensori del documento - il problema delle file agli sportelli, dove in genere sono presenti due o tre impiegati su una decina di postazioni disponibili».
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