Italia
Donata dalla famiglia del benefattore Tacchi è posizionata in municipio
Si parte dalla fontana
Giovanna La Porta
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La fontana donata dai Tacchi al ComuneProgetto di partecipazione dei cittadini all'arredo
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MONTECATINI. Il rilancio dell'immagine di Montecatini riparte dalla famiglia Tacchi, che ha recentemente donato al municipio di viale Verdi una scultura con giochi d'acqua, sistemata nell'atrio del palazzo comunale. Il nuovo regolamento sulla partecipazione della società civile alla realizzazione di interventi di arredo urbano e interesse locale, annunciato pochi mesi fa, era stato intitolato a Raffaello Tacchi. Ai suoi familiari era stata consegnata anche un'onorificenza dal vice sindaco Edoardo Fanucci, dall'assessore Bruno Ialuna e dal giovanissimo consigliere comunale del Partito democratico Luca Giunti. Il regolamento prevede la pianificazione di contributi concreti da parte dei privati al rilancio attraverso opere pubbliche, grandi e piccole, che abbelliscano la città e ne impreziosiscano l'immagine. «L'abitudine di abbellire il proprio quartiere o la propria strada - chiosa Fanucci - da parte di persone di buona volontà. Ci sono albergatori e cittadini privati che hanno, di propria iniziativa, investito per valorizzare la propria zona. Li stiamo già contattando perché ci piacerebbe formalizzare il loro impegno e inserirlo nell'ambito del progetto». La figura di Tacchi è stata scelta come icona emblematica di affetto per la propria terra. Giancarlo è l'erede della famosa famiglia di bagnaioli, che ora ha deciso di donare l'opera d'arte al Comune nella speranza che il suo gesto serva da modello e stimolo per tanti montecatinesi. Suo padre, Raffaello, nel 1926 fece un prestito d'onore di 500 mila lire al Comune. Somma ingentissima per quell'epoca, che permise di realizzare importanti opere pubbliche come l'acquedotto, di assoluta e impellente necessità ed alla cui esecuzione non poteva essere provveduto con le "ordinarie risorse di bilancio". Il fatto avveniva con la firma del Commissario prefettizio Guido Guidi, alle 15 del 12 dicembre 1926. Il prestito fu completato cinque anni dopo, nel 1931. Raffaello nacque l'11 agosto del 1891 in via Pieve a Nievole, oggi corso Roma. Figlio di Emilio e di Giusta Toci, era il più piccolo di sei fratelli. Suo padre era a dir poco eclettico: esercente alberghiero e barbiere ma aveva anche un bar e un sali e tabacchi dove si trova, adesso, il gioielliere Punzo. Come succede in metropoli tipo New York, ogni cittadino o azienda potrà adottare un monumento, una panchina, un'altalena, un semplice cestino. «Tutto - ricorda Fanucci - previo consenso dell'ufficio tecnico. E' fondamentale l'omogeneità architettonica. Insomma, occorre garantire un'estetica uniforme e organica. Vogliamo incoraggiare e regolare l'aspirazione, diffusa in città, di poter fare la propria parte per la rinascita della comunità, a partire dall'arredo urbano».
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