Sicurezza
Tutti contro l'ordinanza di Vanni
David Meccoli
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Una veduta dellarea di via Risorgimento a Monsummano Aperture festive, Confesercenti e Cgil non ci stanno
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MONSUMMANO. «Una mossa scorretta» e che ha «scardinato i patti». Non è andata giù ad alcune parti sociali l'ordinanza sul commercio fatta dal sindaco, Rinaldo Vanni, prima di Natale. Al centro della discussione soprattutto tre aree (tutte occupate da supermercati) che potranno usufruire della deroga con aperture dei negozi per 52 domeniche all'anno. E mentre tutti aspettano ancora l'invio della bozza di accordo da parte del Comune di Montecatini (che ha la presidenza della conferenza dei sindaci), spunta fuori anche un verbale che non rispecchierebbe fedelmente quanto affermato durante l'ultimo incontro tra associazioni e Comuni della Valdinievole. La concertazione si è chiusa il 17 dicembre, quando amministrazioni e associazioni hanno trovato un'intesa di massima su diversi punti del piano delle aperture festive. E' stato per esempio stabilito che queste, in via generale, saranno 28 (comprese le domeniche di dicembre), delle quali 8 a discrezione dei Comuni. E' stato inoltre accolto il principio delle "aree commerciali consolidate" (nelle quali rientra anche l'Esselunga di Montecatini), che in 3 anni perderebbero (rispetto all'attuale situazione di apertura festiva generalizzata) 5 domeniche e 6 festività. Ed è stato infine condiviso che nei centri storici (comprese, pertanto, le vie dello shopping montecatinese), le aperture riguarderanno tutte le 52 domeniche. La concertazione ha avuto meno successo nello stabilire i confini delle aree in deroga (siano esse "consolidate" o "centri storici"). I problemi maggiori sono sorti a Monsummano, Larciano e Chiesina. Nel primo Comune sono tre le strade dove i conti non tornano: la parte nord di via Maestri del lavoro (dove dovrebbe sorgere una Conad), via Cairoli (dove c'è Eurospin) e via Risorgimento (con il Penny Market). «E' paradossale - commenta Massimo Giusfredi, Confesercenti - che il sindaco di Monsummano deliberi prima ancora di poter vedere l'accordo. Stiamo infatti ancora aspettando la proposta definitiva per poi, come stabilito, fare le nostre osservazioni. E invece c'è agli atti un'ordinanza senza che l'accordo sia stato definito. Sono stati scardinati tutti i patti». «Il sindaco Vanni - dice Luisella Brotini, Cgil - poteva fare intanto un'ordinanza valida un mese, anziché definitiva. E' una strada sbagliata, come è sbagliato parlare di accordo condiviso, quando ancora esiste solo un verbale, peraltro con diverse incongruenze. Se infatti in sede di incontro Vanni si disse pronto a rivedere immediatamente la zonizzazione, nel verbale abbiamo trovato che l'eventuale revisione delle zone avverrà tra un anno. Per questo abbiamo chiesto la sbobinatura della riunione. E comunque: o Monsummano fa un passo indietro, oppure impugneremo il provvedimento contenente le deroghe».
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