Sicurezza
Auguri di buon anno delle impiegate al manager Brizzi
Culligan: ecco un'azienda che si prende cura delle donne
Giovanna La Porta
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Le impiegate di Culligan rivolgono gli auguri a Brizzi 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA E COZZILE. Una missione sociale insostituibile. E' così che il lavoro delle donne viene considerato alla Culligan Technoacque. Le dipendenti, a chiusura dell'anno 2010, hanno voluto esternare attraverso il nostro giornale la loro gratitudine nei confronti dell'amministratore delegato, Giancarlo Brizzi, manager "illuminato" di un'azienda che, a detta delle stesse dipendenti, viene gestita in controtendenza rispetto a quanto, purtroppo, avviene in tante realtà lavorative. Dove la quota rosa è, sovente, malvista e ostacolata. «Brizzi - sostengono Laura Pagliai, Sabrina Certini, Elisa Parenti, Francesca Lepori, Elisabetta Curci, Lara Gargini, Letizia Brizzi, Silvia Porcu, Angela Filizola, Stefania Matese - ci è sempre venuto incontro, anche concedendo part-time apparentemente sfavorevoli all'azienda. Apparentemente, perché in realtà, così facendo, ci ha spinto a dare sempre il meglio e a contribuire a far crescere l'azienda con amore e passione». «Nei limiti del possibile - proseguono - ci è sempre stato concesso quanto necessario a poter stare tranquille, con comprensione, sensibilità e sostegno. Brizzi dovrebbe essere preso a modello: è un manager moderno e attento ai diritti dei lavoratori e alle pari opportunità. Molte di noi hanno avuto, in precedenza, altre esperienze. Possiamo assicurare che è raro trovare ambienti come la Culligan». L'amministratore delegato non si è mai neppure tirato indietro nell'approvare orari più flessibili per le dipendenti che hanno figli, dimostrando di capire le difficoltà che si incontrano quotidianamente nel conciliare il ruolo di madre con l'impegno lavorativo. Le dipendenti sostengono di sentirsi «orgogliose di far parte di questa famiglia». Una di loro racconta: «Ho un bambino di 4 anni. Anche se il ruolo che io ricopro mi costringe a essere sempre presente, l'azienda non mi ha mai ostacolato nello scegliere ferie, permessi, congedi, o uscite anticipate impreviste per motivi personali». Fa eco una collega: «Dopo la seconda bambina, sono stata costretta a ridurre l'orario di lavoro ottenendo un part-time che mi ha permesso di conciliare la cura dei figli con la vita professionale». Un'impiegata, in soli due anni e mezzo, ha affrontato due gravidanze: «Ma ho potuto scegliere serenamente sia il periodo di congedo che l'orario di lavoro una volta rientrata». Tutte, una volta rientrate dal periodo di allattamento, hanno trovato intatto il proprio ruolo e i propri compiti. «Per lui, il fatto di assumere donne con la probabilità che potessero avere dei figli, non è un rischio. Lo considera un diritto e come tale ce lo fa vivere. Su oltre 30 dipendenti, dei 17 impiegati, 10 sono giovani donne madri o future tali. Per questo vogliamo ringraziarlo e augurargli un 2011 speciale e pieno di successi».
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