Sicurezza
La città in un calendario
Luca Signorini
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Tra gli scatti anche le lunette della basilica2 MINUTI DI LETTURA
«Per ricordare come eravamo, per ricordare quello che è stato»: la frase pronunciata dall'assessore alla cultura Barbara Dalla Salda, semplice e significativa, dà il senso al calendario 2011 della città di Monsummano. Dodici mesi con altrettanti scatti (più la copertina e la controcopertina), raccontano la storia della città lungo il secolo scorso, fatta di eventi e manifestazioni, ricorrenze e feste paesane. Un piccolo tuffo nel tempo che fu accompagnerà i cittadini per tutto l'anno venturo.
Il battesimo ufficiale del calendario avverrà in un luogo simbolo (e preso a icona) domani pomeriggio alle 18: il Museo della Città e del Territorio che, il 12 dicembre del prossimo anno festeggerà il tredicesimo compleanno. Il taccuino, dal titolo evocativo "Luoghi e stagioni dei ricordi", si apre con un'immagine di "paesani in posa durante la festa", ritratti nel 1910 sul prato di Montevettolini all'ombra dei lecci. Gennaio è poi il mese "bianco", con un'istantanea che riporta alla memoria l'abbondante nevicata del 1929. Dal freddo al "caldo" del Carnevale anno 1949, un febbraio di festeggiamenti con in primo piano il carro "Troppa grazia Sant'Antonio". A marzo la prima foto a colori: il vecchio palazzo comunale in piazza Martini negli anni Venti con, sulla sinistra in risalto, la targa dedicata a Giuseppe Garibaldi e al suo soggiorno a Monsummano nel 1867. Il riferimento è all'Unità d'Italia, proclamata il 17 marzo di 150 anni fa. Si ritorna al monocromatico in aprile dove appare una "Scampagnata di Pasquetta in padule" del 1948. Di 11 anni più tardi è la foto scelta per maggio: "Festa della seconda domenica di maggio a Monsummano Alto". Poi la "battitura del grano in località Fossetto" (1930), fissa giugno. È "La gelateria Natalino" (anni'30), con i suoi carretti a tre ruote, il cimelio per il luglio estivo.
Le donne in gruppo sono le protagoniste di agosto: le "Cestaie della ditta Criachi" negli anni Quaranta, "mani di donna per intrecci sapienti". Il colore compare nuovamente con l'approssimarsi dell'autunno, a settembre, quando, nella decade tra il 1980 e il 1990, Monsummano era impegnata nella "Festa dell'Uva" (e la grossa scarpa con il grappolo, sottolinea il boom dell'industria calzaturiera). A ottobre, novembre e dicembre - in linea con l'inverno alle porte - torna il bianco e nero: il rientro a scuola a Bizzarrino nel 1947, i maestri calzolai e apprendisti in festa per San Crispino (anni Cinquanta) e la "Lunetta di Giovanni da San Giovanni" opera contenuta nel Santuario di Santa Maria della Fontenuova, in piazza Giusti. Chiude la controcopertina con un'immagine di piazza Mazzini e la sua Chiesa monumentale.
Il battesimo ufficiale del calendario avverrà in un luogo simbolo (e preso a icona) domani pomeriggio alle 18: il Museo della Città e del Territorio che, il 12 dicembre del prossimo anno festeggerà il tredicesimo compleanno. Il taccuino, dal titolo evocativo "Luoghi e stagioni dei ricordi", si apre con un'immagine di "paesani in posa durante la festa", ritratti nel 1910 sul prato di Montevettolini all'ombra dei lecci. Gennaio è poi il mese "bianco", con un'istantanea che riporta alla memoria l'abbondante nevicata del 1929. Dal freddo al "caldo" del Carnevale anno 1949, un febbraio di festeggiamenti con in primo piano il carro "Troppa grazia Sant'Antonio". A marzo la prima foto a colori: il vecchio palazzo comunale in piazza Martini negli anni Venti con, sulla sinistra in risalto, la targa dedicata a Giuseppe Garibaldi e al suo soggiorno a Monsummano nel 1867. Il riferimento è all'Unità d'Italia, proclamata il 17 marzo di 150 anni fa. Si ritorna al monocromatico in aprile dove appare una "Scampagnata di Pasquetta in padule" del 1948. Di 11 anni più tardi è la foto scelta per maggio: "Festa della seconda domenica di maggio a Monsummano Alto". Poi la "battitura del grano in località Fossetto" (1930), fissa giugno. È "La gelateria Natalino" (anni'30), con i suoi carretti a tre ruote, il cimelio per il luglio estivo.
Le donne in gruppo sono le protagoniste di agosto: le "Cestaie della ditta Criachi" negli anni Quaranta, "mani di donna per intrecci sapienti". Il colore compare nuovamente con l'approssimarsi dell'autunno, a settembre, quando, nella decade tra il 1980 e il 1990, Monsummano era impegnata nella "Festa dell'Uva" (e la grossa scarpa con il grappolo, sottolinea il boom dell'industria calzaturiera). A ottobre, novembre e dicembre - in linea con l'inverno alle porte - torna il bianco e nero: il rientro a scuola a Bizzarrino nel 1947, i maestri calzolai e apprendisti in festa per San Crispino (anni Cinquanta) e la "Lunetta di Giovanni da San Giovanni" opera contenuta nel Santuario di Santa Maria della Fontenuova, in piazza Giusti. Chiude la controcopertina con un'immagine di piazza Mazzini e la sua Chiesa monumentale.
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