Sicurezza
Scalabrino chiede aiuto al Credito
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Alberto Scalabrino La banca nel ruolo di mecenate dell'Accademia d'Arte
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MONTECATINI. L'Accademia d'Arte Scalabrino chiede al Credito Cooperativo di Valdinievole e Bientina di vestire i panni del mecenate. Ne hanno parlato ieri all'assemblea dei soci dell'istituzione culturale di viale Diaz. Si tratta di una mossa che consentirebbe di fornire ossigeno a un ente da sempre gracile anche se volenteroso e che con il caso Biscalchin ha ricevuto un colpo da ko da cui non si è più rialzato. Di qui lo stop alle aperture della sede di viale Diaz e a quelle iniziative culturali a cui avrebbe dovuto ispirarsi. Lo scandalo dei quadri venduti dall'allora direttore, poi processato e dopo due patteggiamenti anche ristretto in carcere per l'esecuzione delle pene definitive, ha bloccato ogni velleità di ripartenza dall'Accademia voluta e creata negli anni dall'infaticabile Dino Scalabrino e che ora viene rappresentata al vertice dal figlio, Alberto. All'ordine del giorno dell'assemblea ieri è stato discusso il punto che prevedeva «l'esame della possibilità di attribuzione gratuita a terzi del patrimonio dell'Accademia funzionale e indispensabile per una migliore realizzazione degli scopi dell'ente con la previsione di specifici obblighi e impegni a garanzia dell'ente stesso». Come nel dettaglio l'istituto di credito che rappresenta la Valdinievole e che di recente ha inglobato anche la consorella di Bientina svolgerà il suo di mecenate è ancora tutto da definire. Il Credito, in tema di donazioni di opere d'arte, deve ricevere una specifica autorizzazione dalla Banca d'Italia. Il dossier è ancora aperto e al momento c'è solo la richiesta di aiuto della Scalabrino verso la quale il Credito Cooperativo avrebbe mostrato disponibilità.
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