Lutto
Intesa Caritas-Sds: un alloggio sicuro per sei senzatetto
Francesca Maltagliati
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PESCIA. Sempre più spesso, in una società in cui la povertà tende ad aumentare, sono i bisogni primari quelli che mancano: un tetto sotto il quale dormire e un pasto caldo. Con un protocollo d'intesa firmato al vescovado Caritas e Società della Salute della Valdinievole hanno deciso di impegnarsi per dare un aiuto concreto a coloro che, nel nostro territorio, vivono in situazioni di emarginazione e soprattutto a coloro che si trovano in condizioni di estrema povertà. Primo passo dell'accordo sarà la realizzazione di un progetto per la costituzione di un centro di accoglienza notturna per coloro che sono sprovvisti di alloggio. «Un desiderio che ho sempre avuto - dice monsignor Giovanni De Vivo - fin da quando sono diventato vescovo della diocesi di Pescia era proprio quello di realizzare un progetto per le emergenze abitative. Così proposi la cosa al dottor Claudio Bartolini ricevendo subito una risposta positiva». Il centro di accoglienza sarà aperto a partire da gennaio. Nell'appartamento, situato nel Comune di Montecatini, potranno alloggiare cinque/sei persone per periodi limitati di tempo (circa un mese). Le persone verranno segnalate di volta in volta dai servizi sociali che si occuperanno anche di sostenere i costi.
L'alloggio non sarà un semplice dormitorio per dare un riparo a chi non ha una casa. «La Caritas insieme alla cooperativa Il Ponte - spiega infatti il vescovo - si occuperà di creare un progetto intorno alle persone ospitate in modo da permetter loro un reinserimento adeguato all'interno della società». Questo significa che verranno costruiti dei percorsi mirati per permettere a queste persone di ritrovare un lavoro, di cercare una sistemazione adeguata, di poter, insomma, tornare a condurre una vita dignitosa. A gestire questi progetti saranno Maria Cristina Brizzi, responsabile per la Caritas, e Sandra Bacci, della Sds. «Oggi - aggiunge Claudio Bartolini, direttore della Sds - firmiamo un protocollo con Caritas, ma in realtà questa è una collaborazione che va avanti da anni. Conosciamo l'importanza dei servizi forniti dalla Caritas. Troppo spesso pensiamo che la gente abbia bisogno di servizi specializzati, quando poi sono i bisogni primari a mancare.
Con questo accordo vogliamo aumentare la collaborazione già esistente dando vita ad interventi e azioni per sopperire a questi bisogni, anche attraverso lo sviluppo di servizi a domicilio». A questo proposito arriva anche l'appello del vescovo che auspica il coinvolgimento delle associazioni di volontariato del territorio in modo da fornir servizi ancor più efficaci. «La Caritas - conclude con una nota il presidente della Sds, Giuseppe Bellandi - è un interlocutore splendido con cui abbiamo rapporti da tempo. Insieme abbiamo intrapreso questo percorso per obiettivi che possono sembrar piccoli ma che rappresentano un segnale importante per andar incontro alle persone che hanno bisogno. La ricchezza di un territorio si misura anche da queste iniziative».
L'alloggio non sarà un semplice dormitorio per dare un riparo a chi non ha una casa. «La Caritas insieme alla cooperativa Il Ponte - spiega infatti il vescovo - si occuperà di creare un progetto intorno alle persone ospitate in modo da permetter loro un reinserimento adeguato all'interno della società». Questo significa che verranno costruiti dei percorsi mirati per permettere a queste persone di ritrovare un lavoro, di cercare una sistemazione adeguata, di poter, insomma, tornare a condurre una vita dignitosa. A gestire questi progetti saranno Maria Cristina Brizzi, responsabile per la Caritas, e Sandra Bacci, della Sds. «Oggi - aggiunge Claudio Bartolini, direttore della Sds - firmiamo un protocollo con Caritas, ma in realtà questa è una collaborazione che va avanti da anni. Conosciamo l'importanza dei servizi forniti dalla Caritas. Troppo spesso pensiamo che la gente abbia bisogno di servizi specializzati, quando poi sono i bisogni primari a mancare.
Con questo accordo vogliamo aumentare la collaborazione già esistente dando vita ad interventi e azioni per sopperire a questi bisogni, anche attraverso lo sviluppo di servizi a domicilio». A questo proposito arriva anche l'appello del vescovo che auspica il coinvolgimento delle associazioni di volontariato del territorio in modo da fornir servizi ancor più efficaci. «La Caritas - conclude con una nota il presidente della Sds, Giuseppe Bellandi - è un interlocutore splendido con cui abbiamo rapporti da tempo. Insieme abbiamo intrapreso questo percorso per obiettivi che possono sembrar piccoli ma che rappresentano un segnale importante per andar incontro alle persone che hanno bisogno. La ricchezza di un territorio si misura anche da queste iniziative».
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