Il Tirreno

Montecatini

L’obiettivo è individuare un substrato che renda indolori i trapianti

Caccia al terriccio speciale

Eugenio Fagnoni
Il nuovo humus servirà soprattutto alla messa a dimora in piena terra
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Il nuovo humus servirà soprattutto alla messa a dimora in piena terra

Ricerca innovativa in corso al Centro sperimentale

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 PESCIA. Studi in corso al centro ricerche pesciatino per individuare un terriccio antistress per le piante. Il progetto nasce dalla collaborazione di un'azienda vivaistica, la Piante Mati di Pistoia, con tre centri di ricerca ministeriali: il Cra-Viv di Pescia appunto, e il Cra-Rps di Roma e il Cra-Fso di Sanremo.  L'obiettivo è quello di trovare nuovi substrati per le piante ornamentali che debbono affrontare diversi stress ambientali nei viali delle città, nelle aree a verde pubblico e nei giardini privati. Le prove, che sono iniziate già al centro sperimentale di Pescia, hanno lo scopo di saggiare fino al 2012 differenti miscele di substrati, che sono formati da substrati tradizionali oggi utilizzati nei vivai italiani, con l'aggiunta di sostanze che agiscono direttamente sulle radici delle piante.  I ricercatori interessati, il direttore del Cra-Viv Antonio Grassotti e il vivaista Francesco Mati spiegano come «queste sperimentazioni, attraverso la valutazione della risposta morfologica e funzionale degli apparati radicali, nonché della parte aerea della pianta, permetterà di valutare quali tra i substrati testati possa essere proposto come innovazione al mondo vivaistico. Tra i parametri in corso di valutazione vi sono lo sviluppo dell'apparato radicale (inteso non solo in termini di biomassa, ma anche come disposizione nel contenitore e capacità di assorbimento di acqua e nutrienti). Infatti fra le risposte attese da questa sperimentazione vi è anche il superamento del cosiddetto fenomeno della "spiralizzazione" che è uno dei fattori principali dello stress da trapianto».  «Uno dei punti critici - continuano Grassotti e Mati - della messa a dimora delle piante fornite dal vivaista è rappresentato dallo stress da trapianto, che può condurre anche alla morte piante apparentemente in buone condizioni. Nello specifico, le piante comunemente utilizzate per l'arredo urbano devono sostenere un trasferimento repentino dal vaso alla messa a dimora in terreno, passando così da un microambiente fortemente controllato (il contenitore) a un macro-ambiente limitatamente controllabile, come il suolo».  Nella sostanza gli operatori impegnati in questa sperimentazione evidenziano come «con la ricerca che si sta svolgendo si vuol rispondere a un'esigenza del mercato mondiale di piante, che richiede materiale vivaistico sempre di maggiore qualità e, pertanto, richiede al vivaista attenzione e innovazione nella produzione delle piante. Il mercato globale infatti chiede al vivaismo moderno di garantire un prodotto con elevati standard qualitativi, sia da un punto di vista estetico che funzionale,, con particolare riguardo al superamento dei sempre maggiori fattori di stress che caratterizzano l'ambiente mediterraneo, quali disponibilità idrica e andamenti climatici».

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