Finanza
«Chi controlla la polizia municipale?»
Doppia interrogazione Pdl sul corpo unico tra Comuni
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MONSUMMANO. Interrogazioni parallele, in due consigli comunali, sul servizio associato di polizia municipale. Sono quelle presentate dai consiglieri del Pdl Alessandro Rossi (a Pieve) e Tiziana Adele Scannella (a Monsummano). Si tratta di un'interrogazione e di un ordine del giorno che, in sostanza, contengono la stessa domanda.
La domanda, in estrema sintesi, è la seguente: chi controlla i controllori? Una domanda accompagnata - nell'ordine del giorno di Adele Scannella - anche dalla citazione di tre episodi che hanno riguardato la polizia municipale, da quello degli "incontri a luci rosse" tra un agente di Monsummano e una dipendente comunale, la sospensione del comandante della polizia munipale e quello, inquietante, delle minacce di un vigile in turno di pattuglia a Monsummano a un collega «che si è visto persino puntare la pistola d'ordinanza».
«A seguito dell'accorpamento della polizia municipale di Monsummano, Pieve e Larciano - scrive Adele Scannella - che di fatto unifica i regolamenti e mira all'ottimizzazione delle funzioni e delle risorse agli enti locali, sottolineando la volontà di voler dare un segnale politico forte da parte delle tre amministrazioni, abbiamo presentato per i prossimi consigli documenti formalmente distinti, ma dallo stesso contenuto oggettivo, che vertono sulla vicenda delle lettere del "corvo" ricevute dai tre comuni interessati alla convenzione e su tre episodi di particolare gravità, anche a livello giudiziario, accaduti all'interno dei corpi di polizia municipale, nonché del silenzio calato sulle tragiche vicende degli incidenti stradali mortali accaduti a Monsummano e Pieve, in contrapposizione con le ottimistiche dichiarazioni rilasciate dai tre sindaci e dai comandanti.
I documenti dei due esponenti Pdl, riprende Scannela, «chiedono ai sindaci e alle rispettive giunte gli opportuni chiarimenti sulle istanze contenute, tra cui quella sui ruoli e sugli incarichi di coloro che devono vigilare sull'operato dei dipendenti/subordinati a loro assegnati e più precisamente se si sia verificata una specifica ipotesi di responsabilità del dirigente».
La domanda, in estrema sintesi, è la seguente: chi controlla i controllori? Una domanda accompagnata - nell'ordine del giorno di Adele Scannella - anche dalla citazione di tre episodi che hanno riguardato la polizia municipale, da quello degli "incontri a luci rosse" tra un agente di Monsummano e una dipendente comunale, la sospensione del comandante della polizia munipale e quello, inquietante, delle minacce di un vigile in turno di pattuglia a Monsummano a un collega «che si è visto persino puntare la pistola d'ordinanza».
«A seguito dell'accorpamento della polizia municipale di Monsummano, Pieve e Larciano - scrive Adele Scannella - che di fatto unifica i regolamenti e mira all'ottimizzazione delle funzioni e delle risorse agli enti locali, sottolineando la volontà di voler dare un segnale politico forte da parte delle tre amministrazioni, abbiamo presentato per i prossimi consigli documenti formalmente distinti, ma dallo stesso contenuto oggettivo, che vertono sulla vicenda delle lettere del "corvo" ricevute dai tre comuni interessati alla convenzione e su tre episodi di particolare gravità, anche a livello giudiziario, accaduti all'interno dei corpi di polizia municipale, nonché del silenzio calato sulle tragiche vicende degli incidenti stradali mortali accaduti a Monsummano e Pieve, in contrapposizione con le ottimistiche dichiarazioni rilasciate dai tre sindaci e dai comandanti.
I documenti dei due esponenti Pdl, riprende Scannela, «chiedono ai sindaci e alle rispettive giunte gli opportuni chiarimenti sulle istanze contenute, tra cui quella sui ruoli e sugli incarichi di coloro che devono vigilare sull'operato dei dipendenti/subordinati a loro assegnati e più precisamente se si sia verificata una specifica ipotesi di responsabilità del dirigente».
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