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Montecatini

«Sul mercato al Comicent proteste ingenerose»

Una panoramica del Comicent
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Una panoramica del Comicent

Tra i commercianti c'è chi difende l'idea della rassegna ospitata nella piazza coperta

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 PESCIA. Replica alle proteste di alcuni commercianti che contestavano l'organizzazione di Pescia Antiqua al Comicent. Una replica che arriva da un commerciante, che invece difende la qualità dell'iniziativa.  «Mi chiamo Giancarlo Torregrossa, e sono un operatore del settore. Ero presente alla rassegna con i miei mobili e ho assistito a qualcosa fuori dalla realtà, mai visto in anni di mercati: la persona adibita alla riscossione del suolo pubblico costretta a chiedere quanto dovuto scortata da 2 agenti della polizia municipale. Questo è davvero deprimente. È stato fatto un tentativo di mercato al coperto e non è umanamente possibile che, al primo tentativo, tutto fili perfettamente. Ma in questi casi gli operatori che ci tengono al loro lavoro mettono a disposizione degli organizzatori la loro esperienza, dando suggerimenti e consigli affinché i problemi vengano eliminati. Invece ho assistito a una vera e propria insurrezione (salvo alcune persone che con civiltà e pacatezza esprimevano il loro disappunto) finalizzata esclusivamente a non pagare il suolo pubblico».  «Devo dire - prosegue la testimonianza - che nei mercati, quelli un pò più importanti e quelli che lo vogliono diventare, il suolo pubblico si paga la mattina quando si arriva, a prescindere daI fatto che piova, che venga gente, che si venda o non si venda. Poi ci sono mercatini nei quali si espone tutto ciò che si vuole e non si paga niente perché le amministrazioni comunali hanno fatto questa scelta, ma non hanno neanche ambizioni di definirsi mercatini dell'antiquariato. Non è il caso di Pescia, perché Pescia, secondo me, può diventare un mercato con la M maiuscola. Io non ho nessun motivo per fare il difensore dell'organizzazione, ma la verità va detta e, allora, bisogna dire che nelle edizioni di ottobre e novembre in piazza Mazzini abbiamo avuto 2 giornate molto piovose, ma comunque abbiamo esposto la merce, qualcuno è riuscito a vendere, altri no, qualcuno è andato via presto altri tardi. Ma l'organizzazione, tenendo conto del brutto tempo, non è neanche passata a riscuotere, e non può essere tacciata di esosità».  «Devo anche dire - chiude la replica - che la maggior parte degli espositori che non volevano pagare erano hobbisti. Gli hobbisti durante la settimana svolgono la loro normale attività, poi la domenica, per passione e per arrotondare, vengono a fare i mercatini. Non ho niente contro di loro perché le guerre tra i poveri sono sempre deleterie e anche perché in questo periodo di crisi arrotondare è necessario, ma una grossa differenza è evidente. Quando la domenica mattina ci si sveglia e si sente che piove, l'hobbista può rimettersi a dormire tanto lo stipendio alla fine del mese lo prende, noi invece ci si alza, si va sul posto sperando che smetta di piovere, si espone la merce sotto gli ombrelloni perché comunque qualcuno potrebbe passare. Quindi per noi i mercati al coperto sono necessari come il pane e invito l'associazione Pinocchio e il Comune a proseguire per questa strada».

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