Il dolore
Indagato per pedopornografia
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Nuova operazione della polizia contro la pedopornografia La polizia ha sequestrato il computer a un quarantenne
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PESCIA. Risvolto cittadino all'interno dell'inchiseta, portata avanti dalla procura della Repubblica di Catania contro la pedopornografia via Internet. Molte le abitazioni perquisite in tutta Italia, tra queste anche quella nei confronti di un pesciatino, coinvolto nelle indagini. L'identità del pesciatino indagato viene mantenuta riservata, Si tratta di un uomo di 40 anni la cui abitazione è stata sottoposta a perquisizione da parte della polizia. Al termine del controllo gli agenti hanno sequestrato il computer dell'uomo che dovrà essere sottoposto ad accertamenti. Con lui sono indagate altre 14 persone in tutta Italia. Per tutte loro sono state disposte le perquisizioni domiciliari (che, in un caso, hanno portato anche ad un arresto). Le perquisizioni sono state disposte dalla procura della Repubblica di Catania nei confronti di una serie di persone sospettate di divulgazione di video pedopornografici su internet. A finire in manette nell'ambito dell'operazione è stato un uomo di 64 anni di Bologna: nel suo computer gli uomini della polizia postale e delle comunicazioni avrebbero individuato migliaia di file, tra video e foto, dove il soggetto era rappresentato da minori sfruttati sessualmente. L'indagine del compartimento polizia postale di Catania è coordinata dal sostituto procuratore Rocco Liguori, e si è concentrata sulla diffusione di contenuti pedofili on line tramite "E-mule", uno dei più noti programmi per la condivisione di dati "peer-to-peer". Oltre che a Pescia e a Bologna le perquisizioni sono state eseguite anche a Siracusa, Messina, Cagliari, Venezia, Taranto, Roma, Rimini, Brescia, Como e Cuneo. L'operazione ha portato al sequestro numeroso materiale informatico ora al vaglio degli inquirenti.
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