La manifestazione
Per i lavoratori fin dalla primavera scorsa è stata taciuta la situazione di crisi dell’azienda
«Non riscuotiamo da aprile»
La rabbia degli ex dipendenti di una ditta di imbiancature
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BUGGIANO. Brutta sorpresa per sei ex dipendenti della ditta Michelotti Imbiancatori, ormai da mesi a casa dopo la chiusura. Dopo i mesi di stipendio non pagati, il Tfr non corrisposto, gli straordinari persi, l'ultimo atto della vicenda è arrivato in questi goiorni. I lavoratori aspettavano con ansia l'assegno della Cassa edile per poter almeno passare in maniera decorosa il Natale.
Invece ecco la sorpresa. «La ditta aveva versato solamente il mese di aprile, quindi la cifra dell'assegno stesso è risultata di poche decine di euro - scrivono in una nota i sei ex dipendenti rimasti senza lavoro -. Adesso sorge il dubbio che la ditta fosse al corrente della grave situazione economica già prima degli scioperi fatti a giugno, e ha continuato a prendere in giro gli operai, assicurando che il problema non esisteva continuando ad assumere personale (a tre mesi) e addirittura riportandolo sul giornale».
I lavoratori sono amareggiati non solo per aver percepito l'ultimo stipendio ad aprile, ma per come si sta concludendo la loro parabola occupazionale. «Per bocca del signor Renzo Michelotti la sua era una ditta sana - riprendono - che avrebbe continuato ad assumere e la colpa della momentanea difficoltà era dovuta a quei "pochi" dipendenti che avevano aderito allo sciopero (eravamo la metà). Adesso siamo rimasti senza lavoro, senza stipendi e senza la Cassa edile, vorremmo una risposta dalla ditta come fece a suo tempo sul giornale addossando le colpe agli operai. Ci dica ora di chi è la colpa».
Invece ecco la sorpresa. «La ditta aveva versato solamente il mese di aprile, quindi la cifra dell'assegno stesso è risultata di poche decine di euro - scrivono in una nota i sei ex dipendenti rimasti senza lavoro -. Adesso sorge il dubbio che la ditta fosse al corrente della grave situazione economica già prima degli scioperi fatti a giugno, e ha continuato a prendere in giro gli operai, assicurando che il problema non esisteva continuando ad assumere personale (a tre mesi) e addirittura riportandolo sul giornale».
I lavoratori sono amareggiati non solo per aver percepito l'ultimo stipendio ad aprile, ma per come si sta concludendo la loro parabola occupazionale. «Per bocca del signor Renzo Michelotti la sua era una ditta sana - riprendono - che avrebbe continuato ad assumere e la colpa della momentanea difficoltà era dovuta a quei "pochi" dipendenti che avevano aderito allo sciopero (eravamo la metà). Adesso siamo rimasti senza lavoro, senza stipendi e senza la Cassa edile, vorremmo una risposta dalla ditta come fece a suo tempo sul giornale addossando le colpe agli operai. Ci dica ora di chi è la colpa».
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