Il Tirreno

Montecatini

Caso Galdi, carte in Cassazione

Pietro Barghigiani
I rilievi della scientifica sul luogo del delitto nel cortile della vittima Michele Galdi
◗
I rilievi della scientifica sul luogo del delitto nel cortile della vittima Michele Galdi

Depositati i ricorsi dei tre condannati per omicidio volontario

2 MINUTI DI LETTURA





 MONSUMMANO. Ultima tappa in Corte di Cassazione per l'omicidio di Michele Galdi, il pensionato di 84 anni ucciso la sera del 21 febbraio 2008 nel cortile della sua abitazione in via del Fossetto.  I tre imputati dell'omicidio hanno fatto ricorso contro la sentenza della Corte di Appello di Firenze con la quale avevano, comunque, ottenuto un sensibile sconto di pena rispetto al primo grado.  Gli imputati. A Gennaro Fastella, 47 anni, di Monsummano, la condanna venne ridotta da 20 a 16 anni; a Maurizio Roviezzo, 39 anni, di Monsummano, difeso dall'avvocato Alessandro Mencarelli, la pena passò da 27 a 24 anni; sconto più sostanzioso, dovuto al rito abbreviato cui aveva fatto ricorso il legale Lorenzo Magrini dopo aver ottenuto la perizia psichiatrica per il suo cliente, per Samuele Roviezzo, 37 anni, fratello di Maurizio, che da 22 anni era sceso a 15 anni e 4 mesi. I giudici gli hanno riconosciuto un vizio parziale di mente.  Le accuse. Il capo d'imputazione era di omicidio volontario in concorso viene aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà per il pestaggio letale, a colpi di spranga e con sfondamento della cassa toracica, concluso con la morte del pensionato. A carico dei tre anche la rapina: non avendo trovato i soldi (pensavano di portare via 30mila euro) rubarono un cellulare lasciandosi alle spalle un morto. Il colpo da balordi era stato pensato dai quattro con l'idea di portare via i risparmi di Galdi distraendolo con una scusa dopo averlo portato fuori dall'abitazione. Il pensionato, carattere sanguigno e con un lunga condanna scontata in carcere per omicidio, non era tipo da farsi raggirare da rapinatori improvvisati. La sua reazione venne fronteggiata con una spranga trovata sul posto dai due Roviezzo e dall'albanese minorenne, mentre Fastella per tutto il tempo rimase seduto in macchina in attesa dei compari.  Fratelli contro. Dopo gli arresti, avvenuti il 22 febbraio 2008, i quattro cominciarono ad accusarsi a vicenda. Samuele Roviezzo dopo aver fornito una versione iniziale nella quale accusava il fratello Maurizio puntò l'indice contro l'allora minorenne albanese. Per i tre sarebbe stato lui a sferrare i colpi letali alla testa e sul petto del pensionato che aveva reagito al tentativo di rapina. E.S. è stato affidato dal marzo 2009 ad una comunità per la messa alla prova. Fino alla primavera 2012 dovrà tenere un comportamento irreprensibile e come premio si vedrà cancellare le stesse accuse che per gli altri tre complici si sono tradotte in sentenze di condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa