Il Tirreno

Montecatini

Rimane da sciogliere il nodo delle cosiddette aree in deroga

Aperture, oggi si decide

Shopping nel centro commerciale di Montecatini
◗
Shopping nel centro commerciale di Montecatini

Incontro risolutivo tra associazioni e Comuni

2 MINUTI DI LETTURA





 MONTECATINI. Oggi è il giorno del giudizio per i negozi di tutta la Valdinievole, quello in cui si saprà se la concertazione tra parti sociali (associazioni del commercio, grande distribuzione e sindacati) e 11 Comuni del territorio è andata a buon fine oppure (e sarebbe una sorta di psicodramma per Montecatini) ci si dovrà "accontentare", come prevede la legge regionale, di 8 domeniche di apertura più dicembre. «Stavolta non ci saranno più rinvii: o si trova una soluzione condivisa, o dopo un anno di tentativi, vorrà dire che la concertazione è davvero fallita», dice Luisella Brotini, della Filcams Cgil.  Ma non sarà facile trovare un punto d'incontro tra le parti. L'ultima versione del piano di aperture disegnato dai Comuni ha destato la scorsa settimana "forti perplessità" tra associazioni e sindacati. Il documento prevede: il numero di domeniche con i negozi aperti è di 30 comprese quelle di dicembre (associazioni e sindacati si fermano invece a 25); per ciò che riguarda la deroga per l'apertura in tutte e 52 le domeniche, rientrano in gioco alcune aree che le associazioni avevano "tagliato" (il centro di Monsummano fino a via Cairoli - dove è ubicato l'Eurospin - con l'aggiunta delle aree adiacenti a Grotta Giusti e Grotta Parlanti; un'ampia area del territorio comunale di Larciano, comprese nuove zone di edificazione ed espansione; l'area interna alla circonvallazione di Chiesina); nessuna ulteriore concertazione prevista a livello comunale (come invece proposto della controparte); creazione di un osservatorio sul commercio.  E' stato invece accolto da tutte le parti in causa il principio delle "aree commerciali consolidate" (nelle quali rientrerebbe anche l'Esselunga di Montecatini), che in 3 anni perderebbero (rispetto all'attuale situazione di apertura generalizzata) 5 domeniche e 6 festività. «Sul numero di domeniche totale - dice Brotini - si può discutere se aggiungere alle 25 da noi proposte quelle in cui ci sono manifestazioni di interesse locale. Ma le aree in deroga per noi restano un punto fermo: inserire nuove zone rispetto ai centri storici o alle zone commercialmente consolidate significherebbe non rispettare le logiche imposte dalla legge e quelle di equilibrio tra i vari Comuni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, maxi sequestro di prodotti falsi: 118mila articoli contraffatti per un valore di 650mila euro

di Redazione Pisa