Gioco
Si aspetta sempre il rilancio, ma nei dati della Camera di commercio la situazione appare meno drammatica del previsto
I negozianti reggono davanti alla crisi
Francesca Maltagliati
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Poche le saracinesche abbassate a Pescia Tra chiusure e nuove aperture bilancio sostanzialmente stabile
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PESCIA. Almeno questo settore sembra rimanere stabile. Siamo ben lontani dal fare i salti di gioia, ma già il fatto di non perdere, in un momento di crisi come questo, è un gran risultato. Nei giorni scorsi abbiamo analizzato i dati relativi al settore artigianale in città. Continuiamo con l'analisi della situazione economica di Pescia, guardando oggi al settore commercio. Nell'artigianato i numeri della camera di commercio, forniti dalla Cna, descrivevano una situazione preoccupante, caratterizzata da un netto calo, nel 2010, delle imprese artigianali rispetto agli anni precedenti. Con l'aiuto di Confcommercio facciamo la stessa analisi per quanto riguarda l'attività dei negozianti. E stavolta i dati sorprendono perché, nonostante ci si aspettasse una diminuzione degli esercizi commerciali, vediamo che, invece, il settore bene o male resiste. «Ci risulta che il 2010 - spiega Sandro Santoni, segretario della sede pesciatina di Confcommercio - non sia stato certamente un anno facile per il nostro comparto, ma fortunatamente neppure si chiude con il segno meno. Possiamo affermare che a Pescia si è avuta una sostanziale tenuta del settore del commercio senza decrementi rispetto all'anno precedente, ma senza neppure quei risultati altisonanti, che dimostrino che sia in atto una ripresa. Il risultato, che comunque può essere considerato positivo, è anche il frutto di un sempre maggior impegno degli imprenditori nelle loro attività: aperture domenicali e serali, offerte e promozioni». Anche stavolta i dati provengono dalla camera di commercio. Relativamente al settore del commercio all'ingrosso e al dettaglio (compresa l'attività di riparazione di autoveicoli), nei primi nove mesi del 2010 si sono iscritte alla camera di commercio 22 nuove imprese, mentre ci sono state 27 cessazioni, con un saldo negativo di -5 e un tasso di crescita intorno al meno 1%. Cresce invece il settore della ristorazione e dei servizi di alloggio che vede (da gennaio a settembre) la nascita di 7 nuove imprese, a fronte di 5 cessazioni, con un saldo positivo di + 2 e un tasso di crescita del 2%. Cresce di un impresa il settore dei servizi di informazione e comunicazione, mentre perdono le attività finanziarie e quelle immobiliari (-3). Fra quelle che crescono di più troviamo le agenzie di viaggio e di servizi di supporto alle imprese, con 7 nuove iscrizioni e 2 cessazioni, con un tasso di crescita del 13%. Insomma fra chi perde e chi guadagna il settore alla fine risulta essere stabile. L'arrivo poi delle feste natalizie potrebbe dare un ulteriore impulso alle varie attività. Un ultimo dato: se valutiamo tutte le imprese presenti nel territorio (comprendendo anche attività manifatturiere, agricole e così via) vediamo che nei primi nove mesi del 2010 c'è una stabilità generale dell'economia con un tasso di crescita dello 0,18%.
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