Il Tirreno

Montecatini

In pericolo 25 posti di lavoro

Giovanna La Porta
Lo stabilimento Spring di Pescia
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Lo stabilimento Spring di Pescia

Alla cartotecnica Spring si teme di dover portare i libri in tribunale

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 PESCIA. Spring, quale futuro? Se lo chiede Giordano Pacini, coliquidatore della cartotecnica di Pescia che conta attualmente 25 dipendenti. L'azienda è stata fondata dalla famiglia Ciampi, che qualche anno fa si era trovata in difficoltà e aveva deciso di cedere il 60% delle quote alla Cartindustria Veneta.  «Purtroppo, non fu rivisto lo statuto - spiega Pacini e così facendo la famiglia Ciampi, di fatto, ha involontariamente garantito ai nuovi azionisti di maggioranza il diritto di prendere ogni decisione sulla gestione e sul destino aziendale, senza dover consultare Piero Ciampi e la sua famiglia».  La Cartindustria Veneta, successivamente, ha messo in liquidazione la Spring nominando un liquidatore di propria fiducia. Ma a Ciampi diverse cose, fin da subito, non tornavano. Così, oltre ad aprire un contenzioso nei confronti dei soci (ai quali ha chiesto 10 milioni di risarcimento danni), ha chiesto e ottenuto la nomina del coliquidatore Pacini. Che però chiarisce: «Il mio ruolo è di super partes. Mi preme tutelare gli interessi dei creditori e dei lavoratori. Per questo, una volta nominato, ho iniziato a esaminare con attenzione tutta la situazione, passo dopo passo. Mi sono reso conto che ci sono molte irregolarità e scorrettezze. A partire dal fatto che l'azienda Spring, in liquidazione, è stata ceduta in affitto a una terza società costituita ad hoc dagli azionisti di maggioranza. Il fatto grave è che questa terza società non sta pagando l'affitto né le merci prodotte dalla Spring. I lavoratori, per ora, sono regolarmente pagati. Mi domando, però, per quanto tempo la fabbrica potrà andare avanti. I mancati pagamenti sono linfa per i creditori e per i dipendenti stessi».  «Di questo passo - chiude Pacini - se il fatturato continuerà a calare, il rischio è quello di dover portare i libri in tribunale. Vorrei proprio che si evitasse di arrivare a questo punto. Il vero problema è che il comportamento dei soci di maggioranza sta danneggiando l'azienda e i lavoratori. Per tutelare i posti di lavoro, è necessario intervenire concretamente e a breve». Intanto, sulla vicenda è stato anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

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