Il Tirreno

Montecatini

Bilancio: appello a prefetto e Corte dei conti

L'opposizione parla di violazioni al regolamento del consiglio

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 PESCIA. La polemica sull'assestamento di bilancio, che aveva portato all'abbandono del consiglio da parte di tutte le opposizioni, non si placa. Con un documento congiunto Pescia Democratica, Partito Democratico e Rifondazione hanno si sono rivolti alla prefettura (e per conoscenza alla corte dei conti), protestando per quella che considerano una grave violazione del regolamento del consiglio. «Tutti i gruppi consiliari di opposizione - si legge sulla lettera - hanno chiesto il rinvio della discussione sull'assestamento del bilancio 2010, in quanto gli atti indispensabili per potere formulare un documentato e ponderato giudizio sul tema non erano stati consegnati nei termini previsti dal regolamento del consiglio, tanto che molti consiglieri ne avevano potuto avere visione solo ad inizio seduta. Così facendo si è violato nel procedimento di formazione dell'atto l'articolo 13 (comma uno) del regolamento del consiglio comunale, che prevede che gli atti relativi a una delibera consiliare siano messi a disposizione degli eletti almeno tre giorni prima della seduta». «Come risulterà dai verbali - continua il documento - alcuni consiglieri di opposizione hanno sottolineato il mancato rispetto del regolamento, ma il presidente del consiglio, contravvenendo alle prerogative del suo ruolo e alla funzione di garante imparziale dei diritti di tutti i consiglieri, ha avallato col suo operato questa grave violazione che, peraltro, riguarda un atto fondamentale di bilancio per cui gli eletti si assumono rilevanti responsabilità amministrative».  Secondo l'opposizione sarebbero stati violati anche i principi di trasparenza degli atti contenuti nel testo unico degli enti locali: «Appare evidente un profilo di illegittimità formale nell'iter di approvazione. Sul contenuto dell'atto stesso non è stato dato modo alle forze di opposizione di poter aprire una discussione di merito, e la maggioranza ha approvato autonomamente e senza confronto l'argomento».  Quindi vengono sollevati i nodi dei presunti "conti che non tornano": «L'assestamento del bilancio 2010 è stato approvato senza che fossero state soddisfatte le prescrizioni che, in una precedente relazione, il collegio sindacale aveva opportunamente imposto all'amministrazione affinchè non peggiorasse ulteriormente la già grave situazione finanziaria del Comune di Pescia. In particolare il collegio sindacale aveva approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio a settembre, con la riserva di verificare a novembre che per alcune entrate iscritte in bilancio (oneri di urbanizzazione, multe e Tarsu a carico del Comicent), venisse accertata la relativa riscuotibilità almeno per il 90%. La condizione non si è verificata e la maggioranza ha ugualmente approvato l'assestamento, e il collegio sindacale non ha confermato la propria prescrizione che prevedeva la costituzione di un adeguato fondo per garantire l'equilibrio dei conti. Così facendo si continua nella pessima abitudine di mantenere in bilancio residui attivi "fasulli", che alimentano una spesa altrimenti impossibile da effettuarsi e quindi l'aggravamento dell'esposizione di cassa. L'irresponsabile superficialità con la quale è stata trattata la vicenda dalle forze di maggioranza, e il poco rispetto per le prerogative delle minoranze, è comprovata dalle posizioni espresse dal sindaco di Pescia che è intervento sulla stampa con toni che si commentano da soli».  «Confidiamo - chiude la lettera al Prefetto - in un suo intervento per tutelare il giusto equilibrio democratico tra le forze politiche rappresentate in consiglio e il corretto espletamento delle prerogative dei singoli consiglieri».

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