Sicurezza
Tutti uniti contro il disagio scolastico
D.M.
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La presentazione del progetto Help Net ieri in aula consiliare Con "Help net" attivi sportelli di ascolto ad elementari e medie Sarà possibile mettersi direttamente in contatto con gli specialisti
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MONTECATINI. Al via nelle scuole materne, elementari e medie (per un totale di 1700 alunni), il progetto "Help net", con l'obiettivo di prevenire il disagio tra bambini e studenti. «Finora - dice l'insegnante Antonella Grilli - erano attivi singoli sportelli di ascolto, mentre d'ora in poi tutte le precedenti esperienze saranno messe in rete e coordinate attraverso un team di specialisti. Verranno quindi attivati percorsi dedicati a disturbi specifici di apprendimento, genitorialità, dipendenze, corsi di italbase e italstudio (per soggetti di prima immigrazione), intercultura, bullismo». «Sarà un gruppo di lavoro che affronterà tutti gli aspetti della prevenzione del disagio e della crescita dei ragazzi, con risposte veloci e concrete», dice la dirigente scolastica Paola Zecchi. Agli sportelli di ascolto (attivi alle Pascoli per materne ed elementari e alle Chini per le medie) l'utente potrà entrare direttamente in contatto con uno specialista, senza dover passare attraverso l'insegnante. E se viene rilevata una situazione di particolare disagio, lo sportello può sollecitare l'intervento del pubblico grazie all'adesione al progetto della Società della salute. Il costo del servizio per il 2011 è di 28mila euro. «Alla scuole Chini - dice il dirigente scolastico Gabriella Levoni - facevamo simili servizi già da tempo, ma non avremmo potuto continuare senza l'intervento del Comune». «La finalità principale - dice l'assessore all'istruzione Ennio Rucco - è quella di prevenire, rilevare e contrastare l'insorgere di situazioni di disagio. Per esempio l'assistenza a una mamma con un scarsa rete familiare a disposizione, ma che non ha un disagio diagnosticato e che quindi non trova adeguate risposte nei servizi pubblici. E a lunga scadenza l'obiettivo è di costruire un modello di città educativa che getti un ponte tra scuola e servizi sociali, che non a caso abbiamo riunito in un unico assessorato anziché, come nella giunta precedente, mettere insieme il sociale all'urbanistica». «Siamo contenti - dice l'insegnante Nicoleta Tudor - di aver trovato nel Comune la consapevolezza che la scuola non può fare a meno dell'approccio relazionale, di promozione della salute e del miglioramento dei rapporti tra alunni e insegnanti».
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