Il dolore
Stalking contro un dirigente del volontariato
Pietro Barghigiani
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Lo perseguitava da mesi. Biglietti offensivi lasciati davanti alla porta di casa. E poi e-mail dello stesso tenore inviate sul posto di lavoro.
Non è una storia di amore negato quella conclusa con una denuncia per stalking a carico di un 47enne dopo un'indagine della polizia municipale. I protagonisti sono due uomini e i sentimenti non c'entrano. Nessuna relazione gay finita male. Ma è comunque il primo caso che vede la Valdinievole teatro di una persecuzione tutta al maschile dove le minacce seriali non arrivavano alla fine di una relazione travagliata. Più probabile per capire l'origine della storia eventuali rancori maturati nell'ambiente di lavoro. La storia. Martedì mattina la vittima dello stalking, un 63enne residente in Valdinievole e impegnato nel volontariato con un incarico di responsabilità, si presenta al comando della polizia municipale. Racconta al comandante Michela Cupini quello che da mesi è costretto a subire.
Trova fogli scritti a mano vergati di insulti di fronte alla sua abitazioni. Ci sono riferimenti sessuali e ingiurie riferite alla sua attività professionale. E anche sul posto di lavoro non riesce a trovare pace. E-mail e telefonate lo raggiungono con gli stessi contenuti dei messaggi lasciati davanti casa. L'indagine. Cupini decide di arrivare a capo della vicenda dedicando alcuni vigili alle indagini. Con un'auto civetta e in borghese gli agenti si piazzano nei pressi dell'abitazione dell'uomo da tempo bersaglio dell'anonimo persecutore. Passano alcune ore e nel pomeriggio i vigili vedono arrivare un furgone. Il mezzo rallenta e dal finestrino viene lanciato un pacco verso la porta del dirigente del volontariato. Una mossa sospetta che spinge gli agenti a bloccare l'autista e a recuperare il pacco dove trovano quattro fogli formato A4 scritti a mano. Ci sono le solite offese a sfondo sessuale e le accuse di rubare soldi sul lavoro indirizzate alla vittima dello stalker.
«La persona non voleva neanche venire al comando - spiega Michela Cupini -. Non ha voluto dare spiegazioni sul lancio di quei fogli. Per come è stata ricostruita la storia ci sono gli estremi per una denuncia di stalking. Erano azioni ripetute nel tempo che andavano avanti da mesi».
Non è una storia di amore negato quella conclusa con una denuncia per stalking a carico di un 47enne dopo un'indagine della polizia municipale. I protagonisti sono due uomini e i sentimenti non c'entrano. Nessuna relazione gay finita male. Ma è comunque il primo caso che vede la Valdinievole teatro di una persecuzione tutta al maschile dove le minacce seriali non arrivavano alla fine di una relazione travagliata. Più probabile per capire l'origine della storia eventuali rancori maturati nell'ambiente di lavoro. La storia. Martedì mattina la vittima dello stalking, un 63enne residente in Valdinievole e impegnato nel volontariato con un incarico di responsabilità, si presenta al comando della polizia municipale. Racconta al comandante Michela Cupini quello che da mesi è costretto a subire.
Trova fogli scritti a mano vergati di insulti di fronte alla sua abitazioni. Ci sono riferimenti sessuali e ingiurie riferite alla sua attività professionale. E anche sul posto di lavoro non riesce a trovare pace. E-mail e telefonate lo raggiungono con gli stessi contenuti dei messaggi lasciati davanti casa. L'indagine. Cupini decide di arrivare a capo della vicenda dedicando alcuni vigili alle indagini. Con un'auto civetta e in borghese gli agenti si piazzano nei pressi dell'abitazione dell'uomo da tempo bersaglio dell'anonimo persecutore. Passano alcune ore e nel pomeriggio i vigili vedono arrivare un furgone. Il mezzo rallenta e dal finestrino viene lanciato un pacco verso la porta del dirigente del volontariato. Una mossa sospetta che spinge gli agenti a bloccare l'autista e a recuperare il pacco dove trovano quattro fogli formato A4 scritti a mano. Ci sono le solite offese a sfondo sessuale e le accuse di rubare soldi sul lavoro indirizzate alla vittima dello stalker.
«La persona non voleva neanche venire al comando - spiega Michela Cupini -. Non ha voluto dare spiegazioni sul lancio di quei fogli. Per come è stata ricostruita la storia ci sono gli estremi per una denuncia di stalking. Erano azioni ripetute nel tempo che andavano avanti da mesi».
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