Trasporti
«Un assedio continuo dei rom»
Pietro Barghigiani
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DEGRADO. Cibo e una bottiglia nella macchina delle fototessere E una scritta che imbratta lo sportello della biglietteria La protesta dei pendolari: chiedono l'elemosina e occupano la sala d'attesa
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MONTECATINI. Entrano nella stazione per prendere il treno e si trovano assediati da zingare che chiedono l'elemosina. E non sono questuanti capaci di rassegnarsi al primo rifiuto. Si avvicinano a chi sta facendo il ticket alla biglietteria automatica e aspettano di veder uscire il resto in monete. Poi si fanno avanti, anche con insistenza. Chi utilizza la stazione centro di piazza Gramsci sa che cosa trova quando entra nell'open space popolato da personaggi di varia umanità. Ma ormai tira dritto e aspetta il convoglio in arrivo sul binario unico, confidando almeno nella puntualità. «Guardi in questa stazione c'è di tutto - esordisce Donatella Pistoresi, professione infermiera -. Ci sono ubriachi che disturbano, zingare che ci assediano chiedondo l'elemosina in continuazione a chi fa il biglietto al distributore automatico. E poi senta che odore». La pendolare indica la sala d'attesa dove ci sono quattro nomadi. Tra loro c'è chi dorme sdraiato su più poltroncine e chi mangia un panino sfornato dal kebab attaccato alla biglietteria. Ma nell'aria non ci sono solo le spezie della cucina araba. Nell'ambiente si diffonde un odore forte, quello del bagno. Un turista fa un paio di giri alla ricerca di qualcosa che svela solo all'addetto alla biglietteria: «Scusi, dove sono i bagni?» Risposta: «Sono chiusi». Il turista fa uno smorfia e se ne va, imprecando. «I bagni sono chiusi da tempo - prosegue l'infermieria che conosce bene la stazione centrale -. Esiste solo quello del bar, ma alle 18 chiude. Servirebbero più controlli, ma non si vede nessuno». Poco distante, in attesa del treno per Santa Maria Novella delle 12,55, Laura Chelli, insegnante di scuola media, annuisce. «I bivacchi iniziano dalla mattina - afferma -. Extracomunitari e nomadi prendono posizione nella sala d'attesa dove non è possibile entrare dal fetore che emanano. A partire dal pomeriggio la situazione è anche peggiore. Entrare la sera in questa stazione è un'esperienza davvero sgradevole». Al di là dell'immagine lesa, dell'impatto estetico di estremo disagio, che per una città turistica non è comunque secondario, quello che i pendolari lamentano è anche la percezione di una una sicurezza molto labile. Troppo labile. I commenti sono duri. «In certi momenti c'è da aver paura anche a passare davanti alla stazione - dichiara Alessandro Roberti, geometra -. Nella piazzetta e sul lato opposto è un tutto un andirivieni di immigrati. Non si sa che facciano, di che cosa vivano. All'interno dei locali gli zingari fanno come gli pare e ormai tempo sono di casa, soprattutto di notte».
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