Sicurezza
In bilancio entrate inferiori alle attese e anche il recupero della Tarsu è problematico
Tra multe e oneri non incassati all'appello mancano 700mila euro
Francesca Maltagliati.
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Meno introiti del previsto anche dalle multe 3 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Le ipotesi sono due, anzi tre. Prima possibilità: forse l'amministrazione è troppo ottimista e allora è il caso di tornare coi piedi per terra e iniziare a fare previsioni più realistiche. Seconda ipotesi: le previsioni sono teoricamente giuste, ma poi il cittadino, vuoi per ritardi, vuoi perché una sentenza annulla una sanzione, alla fine non paga. La terza ipotesi, che forse è anche quella più probabile, è semplicemente l'unione delle prime due. Alla fine, l'unica cosa certa a Pescia è che i conti non tornano mai e il bilancio continua a destare preoccupazioni perché, come fanno notare i revisori dei conti nella loro relazione sull'ultima variazione al bilancio di previsione (la quinta in un anno), «si potrebbe verificare un disavanzo di competenza in sede di consuntivo». Il rischio è quindi quello di chiudere l'anno in negativo, di spendere cioè più di quello che si è incassato. Un rischio legato al fatto che, se da un lato alcuni capitoli delle entrate mantengono un alto grado d'incertezza, dall'altro ci sono spese che, come più volte ha ribadito il sindaco Roberta Marchi, sono incomprimibili. Ma quali sono i capitoli delle entrate che continuano a mantenere un alto grado d'incertezza? Sono in realtà sempre gli stessi ormai da tempo: oneri da urbanizzazione e entrate da violazioni del codice della strada. Infatti, secondo le previsioni, si sarebbe dovuto incassare 680mila euro dagli oneri per i permessi a costruire, ma a oggi gli accertamenti effettuati pari a circa 362mila euro, poco più della metà. Allo stesso modo, mentre le previsioni per le entrate da multe erano di 650mila euro (ma la cifra iniziale era ancora più alta e si era provveduto a rideterminarla recentemente), oggi risultano esser stati accertati circa 248mila euro (anche se manca il rendiconto degli ultimi due mesi). A questi due capitoli critici si aggiunge quello della Tarsu. In questo caso non si può parlare di previsioni errate, perché le cifre relative alla tassa sui rifiuti iscritte in bilancio sono soldi che il Comune deve incassare. Il problema, in questo caso, è proprio che il cittadino non paga o paga in ritardo. A complicare le cose ci si mettono anche i tempi burocratici che prevedono, in caso di ritardi, prima l'invio di notifiche, poi l'emissione del ruolo coattivo, tutti atti che fanno passare mesi, a volte anni, prima che i soldi vengano incassati. Andando nello specifico vediamo che sono stati inviati avvisi di accertamento per emessa o infedele denuncia relativi agli anni 2006-2010 per 130mila euro, di cui ad oggi solo 37mila sono stati incassati. Sono da capogiro invece le cifre che riguardano la mancata riscossione della Tarsu. Sono stati emessi ruoli coattivi per oltre 900mila euro, relativamente a mancati pagamenti per gli anni 2007 e 2008, mentre per l'anno 2009 sono stati notificati solleciti per 450mila euro, di cui sono stati incassati solo 57mila euro fino ad ora. I revisori dei conti fanno inoltre notare che «non risulta incassata la quota corrente della Tarsu relativamente al Comicent, che incide per circa 138mila euro e che per la parte relativa agli anni pregressi non sono ancora stati riscossi i crediti privilegiati inseriti nel prospetto di liquidazione del Consorzio». Per quanto riguarda l'Ici le cifre sono più contenute. Risultano esser stati emessi avvisi di accertamento per omessa e infedele denuncia per un totale di 111mila euro. Di questi sono stati incassati però solo 12mila euro. Infine vediamo che ci sono difficoltà nel riscuotere anche i pagamenti per il servizio mensa e trasporto per gli asili nido. In questo caso è stato emesso il ruolo coattivo per oltre 82mila euro, mentre sono stati notificati solleciti relativi al 2009 per circa 66mila euro.
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