Il dolore
Il commissario Giurlani: «Le leggi antisismiche hanno reso oneroso il recupero dell’edificio. Ora è sul mercato»
Croce Rossa, ex scuola in vendita
Pietro Barghigiani
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L’ex scuola alle Casacce comprata dalla Cri, mai ristrutturata e ora di nuovo in vendita. Sotto il commissario Oreste GiurlaniL'immobile citato in un'inchiesta di Report tra i beni lasciati in malora
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PESCIA. Tutta colpa, si fa per dire, della nuova zonizzazione sismica. Se la Regione non avesse inserito il Comune di Pescia in un'area classificata come a rischio, il progetto di recupero preparato dalla Croce Rossa Italiana per l'ex scuola delle Casacce non sarebbe stato accantonato. L'obbligo di aderire a una serie di parametri di legge per quegli immobili che ricadono in zone incluse in una fascia di pericolo per i terremoti, mise fuori gioco quella ristrutturazione, diventata con un tocco di penna, molto più onerosa. E ora? L'edificio, abbandonato da tempo, è sul mercato.
Del caso di Pescia ha parlato, con un semplice accenno, anche il programma Report nel corso dell'inchiesta su costi e sprechi della Croce Rossa Italiana andata in onda domenica sera su Raitre. Quello di via Volontari del sangue rientra nello sterminato patrimonio immobiliare iscritto a bilancio, ma che la Cri non riesce a mettere a reddito. Potenzialmente ricca, quindi, ma ingessata nella gestione la storica l'associazione internazionale con sede in Svizzera. «Entro il primo semestre 2011 contiamo di pubblicare l'avviso di vendita - rassicura il commissario della Cri di Pescia, Oreste Giurlani, al vertice dal 1993 -. Le procedure vengono gestite dalla sede di Roma e siamo quasi alla fine. Per legge va fatta una gara e spero proprio di poterla bandire nei prossimi mesi».
La storia dell'ex scuola abbandonata parte da lontano e viaggia sull'asse Comune-Croce Rossa. Messo all'asta più volte dalle amministrazioni locali e mai acquistato, il complesso venne venduto nel 2001 alla Cri per una cifra intorno ai 450 milioni di lire. «Realizzammo il progetto di recupero - spiega Giurlani - per farne la sede del comitato e anche per ospitare alcune attività dell'Asl. La superficie è molto ampia e poteva essere utilizzata anche per altre funzioni». Nel 2003 la Regione introdusse una zonizzazione sismica più rigida e incluse Pescia in una fascia di attenzione. «A quel punto il progetto di ristrutturazione era superato - aggiunge il commissario Cri -. Per adeguare le opere alle prescrizioni imposte dalla legge avremmo dovuto spendere una cifra spropositata. E così decidemmo di abbandonare l'idea. Ci spostammo da piazza Mazzini a dove siamo ora nei pressi del mercato dei fiori».
Quel complesso immobiliare, però, è rimasto in carico alla Cri che ha realizzato interventi minimi di recinzione e manutenzione per non farlo deteriorare più di quanto il tempo in modo naturale. «Dal 2008 l'ex scuola è in vendita. Le procedure sono ormai ultimate - ribadisce Giurlani -. Già quando venne acquistato da noi il fabbricato aveva una destinazione residenziale. Anzi, rispetto al prezzo pagato nel 2001 ora la valutazione è di almeno 700mila euro. La speranza è che parte dei soldi incassati dalla vendita torni a Pescia per comprare una sede più idonea di quella attuale». Giurlani cita con orgoglio numeri e attività dell'associazione di cui è commissario. «Non abbiamo dipendenti, ma solo volontari» sottolinea. Sono un centinaio le persone che si dedicano soprattutto al trasporto sociale e anche sanitario, alla Protezione civile e alla consegna delle derrate alimentari. E se vendono l'ex scuola magari trovano anche una nuova sede più accogliente.
Del caso di Pescia ha parlato, con un semplice accenno, anche il programma Report nel corso dell'inchiesta su costi e sprechi della Croce Rossa Italiana andata in onda domenica sera su Raitre. Quello di via Volontari del sangue rientra nello sterminato patrimonio immobiliare iscritto a bilancio, ma che la Cri non riesce a mettere a reddito. Potenzialmente ricca, quindi, ma ingessata nella gestione la storica l'associazione internazionale con sede in Svizzera. «Entro il primo semestre 2011 contiamo di pubblicare l'avviso di vendita - rassicura il commissario della Cri di Pescia, Oreste Giurlani, al vertice dal 1993 -. Le procedure vengono gestite dalla sede di Roma e siamo quasi alla fine. Per legge va fatta una gara e spero proprio di poterla bandire nei prossimi mesi».
La storia dell'ex scuola abbandonata parte da lontano e viaggia sull'asse Comune-Croce Rossa. Messo all'asta più volte dalle amministrazioni locali e mai acquistato, il complesso venne venduto nel 2001 alla Cri per una cifra intorno ai 450 milioni di lire. «Realizzammo il progetto di recupero - spiega Giurlani - per farne la sede del comitato e anche per ospitare alcune attività dell'Asl. La superficie è molto ampia e poteva essere utilizzata anche per altre funzioni». Nel 2003 la Regione introdusse una zonizzazione sismica più rigida e incluse Pescia in una fascia di attenzione. «A quel punto il progetto di ristrutturazione era superato - aggiunge il commissario Cri -. Per adeguare le opere alle prescrizioni imposte dalla legge avremmo dovuto spendere una cifra spropositata. E così decidemmo di abbandonare l'idea. Ci spostammo da piazza Mazzini a dove siamo ora nei pressi del mercato dei fiori».
Quel complesso immobiliare, però, è rimasto in carico alla Cri che ha realizzato interventi minimi di recinzione e manutenzione per non farlo deteriorare più di quanto il tempo in modo naturale. «Dal 2008 l'ex scuola è in vendita. Le procedure sono ormai ultimate - ribadisce Giurlani -. Già quando venne acquistato da noi il fabbricato aveva una destinazione residenziale. Anzi, rispetto al prezzo pagato nel 2001 ora la valutazione è di almeno 700mila euro. La speranza è che parte dei soldi incassati dalla vendita torni a Pescia per comprare una sede più idonea di quella attuale». Giurlani cita con orgoglio numeri e attività dell'associazione di cui è commissario. «Non abbiamo dipendenti, ma solo volontari» sottolinea. Sono un centinaio le persone che si dedicano soprattutto al trasporto sociale e anche sanitario, alla Protezione civile e alla consegna delle derrate alimentari. E se vendono l'ex scuola magari trovano anche una nuova sede più accogliente.
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