Sicurezza
Aperture festive, per i Comuni restano fuori troppe aree
David Meccoli
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MONTECATINI. Riperimetrazione delle aree in deroga (in sostanza quelle in cui i negozi potranno restare aperti tutte le festività). E, in linea generale, domeniche con aperture che si fermano a 27-28 all'anno. E' su queste basi che sta lavorando la conferenza dei sindaci dopo la proposta di associazioni e sindacati. Ma i tempi si fanno sempre più stretti: l'accordo dovrà essere trovato entro il 17 dicembre o il rischio è quello di seguire la normativa regionale, che fissa a 8 domeniche più dicembre la possibilità di aprire gli esercizi commerciali. Per Montecatini sarebbe una rivoluzione.
I due opposti. In un primo documento presentato dai Comuni della Valdinievole le aperture festive avrebbero dovuto essere, in via generale, 28 più quelle di dicembre, con un'area vastissima in deroga in cui i commercianti potrebbero restare aperti sempre. Le categorie economiche hanno risposto con una netta frenata: la regola generale sarebbe limitata a 25 aperture (compreso dicembre) e verrebbe data la possibilità di restare aperti tutte le domeniche ai soli centri storici, alle aree montane e ad alcune circoscritte zone "commerciali consolidate" (per esempio l'Esselunga di Montecatini), che in 3 anni perderebbero comunque 6 festività e 5 domeniche.
La mediazione. Ora la conferenza dei sindaci è al lavoro per trovare qualche punto di contatto che scontenti il meno possibile la controparte. Il numero di domeniche con i negozi aperti dovrebbe attestarsi attorno a 27-28 (comprese però quelle di dicembre), mentre, per ciò che riguarda la deroga per l'apertura in tutte e 52 le domeniche, rientrerebbero in gioco alcune aree che le associazioni avevano "tagliato" (le sforbiciate più decise avevano riguardato soprattutto Monsummano, Larciano e Chiesina).
Negozi penalizzati. Per il sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni, «la proposta delle associazioni, in realtà, finisce per penalizzare non solo la media distribuzione, ma anche i piccoli negozi di vicinato. Nel documento, infatti, è sparito il centro commerciale naturale (quindi anche Cintolese) e a Monsummano potrebbero stare aperti tutte le domeniche solo i negozi che fanno parte di un non ben definito centro storico. E' una posizione di retroguardia che penalizza il commercio».
Basta una concertazione. Ma ci sono altri punti, tra le proposte presentate dalle associazioni e dai sindacati, che non convincono Vanni. «Parlano di accordo di area, ma poi rimandano per diversi aspetti a un'ulteriore concertazione a livello comunale, che non mi trova per niente d'accordo. Ci sono anche alcuni elementi condivisibili, ma sicuramente il loro documento non tiene conto dei possibili sviluppi commerciali di alcune importanti aree e congela, e in taluni casi restringe, l'attuale situazione, precludendo la possibilità di programmare il futuro. Privilegiando solo alcune zone non si fanno certo gli interessi dei cittadini. Sono pronto (e come me lo sono gli altri sondaci) a discutere un nuovo disegno delle aree in deroga, ma non sono disposto a rinunciare a tutto».
I due opposti. In un primo documento presentato dai Comuni della Valdinievole le aperture festive avrebbero dovuto essere, in via generale, 28 più quelle di dicembre, con un'area vastissima in deroga in cui i commercianti potrebbero restare aperti sempre. Le categorie economiche hanno risposto con una netta frenata: la regola generale sarebbe limitata a 25 aperture (compreso dicembre) e verrebbe data la possibilità di restare aperti tutte le domeniche ai soli centri storici, alle aree montane e ad alcune circoscritte zone "commerciali consolidate" (per esempio l'Esselunga di Montecatini), che in 3 anni perderebbero comunque 6 festività e 5 domeniche.
La mediazione. Ora la conferenza dei sindaci è al lavoro per trovare qualche punto di contatto che scontenti il meno possibile la controparte. Il numero di domeniche con i negozi aperti dovrebbe attestarsi attorno a 27-28 (comprese però quelle di dicembre), mentre, per ciò che riguarda la deroga per l'apertura in tutte e 52 le domeniche, rientrerebbero in gioco alcune aree che le associazioni avevano "tagliato" (le sforbiciate più decise avevano riguardato soprattutto Monsummano, Larciano e Chiesina).
Negozi penalizzati. Per il sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni, «la proposta delle associazioni, in realtà, finisce per penalizzare non solo la media distribuzione, ma anche i piccoli negozi di vicinato. Nel documento, infatti, è sparito il centro commerciale naturale (quindi anche Cintolese) e a Monsummano potrebbero stare aperti tutte le domeniche solo i negozi che fanno parte di un non ben definito centro storico. E' una posizione di retroguardia che penalizza il commercio».
Basta una concertazione. Ma ci sono altri punti, tra le proposte presentate dalle associazioni e dai sindacati, che non convincono Vanni. «Parlano di accordo di area, ma poi rimandano per diversi aspetti a un'ulteriore concertazione a livello comunale, che non mi trova per niente d'accordo. Ci sono anche alcuni elementi condivisibili, ma sicuramente il loro documento non tiene conto dei possibili sviluppi commerciali di alcune importanti aree e congela, e in taluni casi restringe, l'attuale situazione, precludendo la possibilità di programmare il futuro. Privilegiando solo alcune zone non si fanno certo gli interessi dei cittadini. Sono pronto (e come me lo sono gli altri sondaci) a discutere un nuovo disegno delle aree in deroga, ma non sono disposto a rinunciare a tutto».
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