La manifestazione
Via libera al piano del commercio
Luca Signorini
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Una seduta del consiglio comunale di MonsummanoL'opposizione contesta la poca attenzioni verso i negozi di vicinato
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MONSUMMANO. Le posizioni di fondo sono due: lo sviluppo delle medie strutture di vendita unite alla salvaguardia del negozio di vicinato (amministrazione e maggioranza), colpo piuttosto duro, in un simile periodo, ai piccoli esercizi commerciali del territorio (opposizione). Arriva in consiglio, e passa a maggioranza, il piano del commercio in sede fissa a Monsummano. Una estenuante discussione si è protratta giovedì sera per più di due ore. Con lista civica "Noi per la Gente" e gruppo consiliare Pdl per niente in linea con le politiche della giunta Vanni. Così, nella sua relazione, ha commentato il capogruppo Pdl Giovanna Perone: «A Monsummano ci sono già troppe strutture di media grandezza e si registra una carenza di negozi di vicinato. È sotto gli occhi di tutti che in città un esercente non riesce a vivere e a svilupparsi. Servirebbero più negozi di qualità, con professionalità riconosciute, e non nuovi centri commerciali a grande superficie. Poi mi si viene a dire di concertazione, la giunta non ha fatto altro che preparare il piano e presentarlo, dicendo poi che potevamo apportare modifiche e integrazioni». Il piano prevede zero insediamenti nei centri storici, fino a 1.500 mq di nuove strutture su via Maestri del Lavoro, fino a 500 mq su via Francesca e oltre 1.500 mq a Cintolese (con l'avvallo della Regione). Nessun limite nel resto del territorio per l'apertura di piccoli negozi, mentre i centri a medie dimensioni non dovranno superare i 500 mq. Anche per Pier Luigi Cesareo (lista civica) «il piano non rispecchia il momento che stiamo vivendo, è necessario potenziare il negozio di vicinato e non prevedere grandi centri commerciali. In più Monsummano avrebbe bisogno di strutture non alimentari». Tenore simile per Alessio Boldrini (sempre lista civica): «Com'è possibile incentivare nello stesso tempo piccole, medie e grandi strutture di distribuzione? Passiamo dai mercatini artigianali ai grandi supermercati. Due linee di sviluppo piuttosto distanti». Nella replica, il sindaco Rinaldo Vanni ha spiegato come «questo sia un piano per regolamentare il commercio, ponendo un limite urbanistico al piano strutturale che lascerebbe largo spazio d'iniziativa a chi vuole aprire grandi centri. Noi comunque non siamo interessati ad ampie strutture alimentari, ma a nuovi poli di vendita che creino movimento, che diano vita al territorio».
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